Violenza sulle donne, l'Europa pensa a una strategia comunitaria
La lotta contro la violenza sulle donne ha bisogno di una strategia comunitaria che si basi su dati comparabili e affidabili. È ciò su cui concordano i partecipanti di una giornata di discussione sul tema della violenza di genere organizzata dal Parlamento europeo.
Nell'Unione europea una donna su quattro è vittima di violenza nell'arco della propria vita, e una su dieci di violenza sessuale. Per il presidente del Pe Jerzy Buzek, sono crimini che colpiscono non soltanto le loro vittime dirette ma che distruggono anche le generazioni future. "Purtroppo, sono poche le donne che cercano aiuto per paura e vergogna", ha aggiunto Buzek, sottolineando che l'Europa soffre della mancanza di uno scambio completo di dati.
Come ha riportato il direttore dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali, Morten Kjærum, il 45% delle donne in Europa patisce un qualche tipo di violenza almeno una volta nella loro vita e la stima del costo annuo complessivo della violenza di genere ammonta a una cifra compresa tra i 12 miliardi e i 20 miliardi di euro.
"Dobbiamo dimostrare che siamo in grado di fermare la violenza contro le donne, un atto necessario per costruire una società egualitaria", ha aggiunto la presidente della commissione parlamentare Donne, Eva-Britt Svensson, svedese del gruppo di sinistra Gue-Ngl.
Il commissario europeo per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, Viviane Reding, ha illustrato le iniziative della Commissione, come la strategia per l'uguaglianza di genere per il 2010-2015, una proposta legislativa per combattere il traffico di esseri umani e una conferenza specifica sulla violenza contro le donne. Iniziative che andranno a integrare gli strumenti esistenti, come la Carta delle donne e il programma Daphne.
Presente anche il ministro spagnolo per le Pari opportunità, Bibiana Aido Almagro, che ha ricordato le iniziative della Presidenza spagnola dell'Unione europea per affrontare il problema violenza basata sul genere, come l'Osservatorio europeo o la linea telefonica di emergenza per assistere le vittime.



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