Eluana, un anno dopo
A dodici mesi dalla morte di Eluana Englaro il disegno di legge sul biotestamento giace ancora alla Camera, in commissione Affari sociali, dove i lavori hanno subito un rallentamento nelle ultime settimane. Eppure, quando la giovane fu portata, un anno fa, nella clinica dove affrontò il suo ultimo viaggio, prima il governo e poi la maggioranza si erano gettati in una corsa contro il tempo per dare al paese una legge sul fine vita che, ad oggi, ancora non c'è. In ommissione, in questi giorni, si sta vagliando il nodo clou del testo, l'articolo 3, quello che vieta l'interruzione di idratazione e alimentazione.
LE ULTIME ORE DI ELUANA, DUELLO GOVERNO-NAPOLITANO. Subito dopo il trasferimento di Eluana nella clinica di Udine dove poi la giovane morì, il governo si mosse per fermare i medici e il papà della ragazza. Il 6 febbraio 2009 in Consiglio dei ministri venne presentato un decreto legge con un solo articolo: "In attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi". A opporsi fu il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che scrisse al governo sollecitando una legge parlamentare sull'argomento. Immediate le reazioni del premier, Silvio Berlusconi, che definì "inaccettabile" il no preventivo del capo dello Stato al decreto governativo. Lo stesso giorno, comunque, il Consiglio dei ministri optò alla fine per un disegno di legge che ricalcava il decreto legge iniziale. Il testo fu portato subito in Senato con lavori a tappe forzate: le commissioni Affari costituzionali e Sanità non riuscirono neppure a finire il loro lavoro. Ma l'aula non fece in tempo a votarlo: mentre ancora si discuteva, alla Camera arrivò la notizia, la sera del 9 febbraio, della morte di Eluana.
LA LEGGE SUL BIOTESTAMENTO, OVVERO IL DDL CALABRÒ. Subito dopo la morte di Eluana si raggiunse un accordo tra maggioranza e opposizione per ripartire dalla legge sul biotestamento su cui già stava lavorando palazzo Madama, il cosiddetto disegno di legge Calabrò, dal nome del relatore, il senatore Raffaele Calabrò, del Pdl. Il provvedimento ha ricevuto il sì del Senato, dopo un lungo dibattito e con l'appoggio anche dell'opposizione, il 26 marzo 2009. Il ddl prevede il divieto assoluto, all'articolo 3, di interruzione di alimentazione e idratazione. E' questo uno dei punti più discussi. Attualmente il testo è alla Camera. I lavori sono molto rallentati: dopo la corsa iniziale, con nessuna Eluana da "salvare" sembra non ci sia piu' tanta fretta di approvare la legge.



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