Natura, sobrietà e... solidarietà . Ecco la vita green degli ecovillaggi
di Bianca La Placa
Economia condivisa, agricoltura biologica, energie rinnovabili, sperimentazione sociale, questi gli elementi caratteristici degli ecovillaggi, comunità che si basano su due elementi fondamentali: intenzionalità ed ecosostenibilità. Ma come si fa a vivere insieme condividendo professionalità, affetti, risorse economiche? Si può partire da motivi prettamente economici, come nelle esperienze di cohousing – diffuse in Danimarca, Olanda e paesi scandinavi – che permettono di ridurre i costi generali (meno televisori, lavatrici, caldaie…). Ma un ecovillaggio è qualcosa di più: si tratta di condividere una visione e sperimentare uno stile di vita basato sui valori di solidarietà, partecipazione, ecosostenibilità e sobrietà.

“Un mondo migliore è possibile: noi lo stiamo costruendo” recita lo slogan della rete italiana degli ecovillaggi. E l’interesse per gli ecovillaggi mostra un desiderio di cambiamento sentito da fasce generazionali, sociali e politiche molto diverse tra loro. “Penso sia una dimensione più umana, soprattutto per i bambini che in questa società hanno sempre meno spazio”, spiega Gianni di Milano. “Voglio svegliarmi la mattina e incontrare facce amiche – sostiene Marta di Urbino – e soprattutto andare a letto la sera con la coscienza serena di aver fatto qualcosa di utile per il pianeta”.
Il termine ecovillaggio, neologismo dall’inglese “eco-village”, è stato creato da Robert e Diane Gilman che per primi lo utilizzarono nel volume Eco-villages and Susteinable Communities (edizioni The Gaia Trust, 1991). Qualche anno più tardi nasce la rete internazionale degli ecovillaggi (Global Ecovillages Network) e, nel 1995, con il primo meeting ospitato nella storica comunità di Findhorn, in Scozia, il movimento riceve il suo battesimo ufficiale. Da allora gli ecovillaggi hanno prosperato, condividendo valori sociali, economici, spirituali, politici ed ecologici. Possono essere rurali o urbani, i membri possono vivere tutti in un’unica abitazione o in case separate. Alcune comunità sono laiche, altre di tipo spirituale. Diffusi specialmente in America, dove si contano almeno 2000 comunità (il 90% negli Stati Uniti), sono presenti anche in Gran Bretagna e Irlanda (250), in Germania (oltre cento), in Francia (33), nei Paesi Bassi (13), nei paesi scandinavi (circa 28), in Spagna e Portogallo (23). Alla Rete Italiana Villaggi Ecologici aderiscono oggi una ventina di realtà, cui vanno aggiunti cinque-sei comunità in via di formazione, e almeno altre dieci realtà che non aderiscono alla rete.



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