Adolescenti sempre più bulli e fumatori. L'allarme di Telefono Azzurro
| "E' con vero piacere che esprimo tutto il mio plauso per questa iniziativa che, ancora una volta, pone l'attenzione su un tema di grande importanza e attualità, la condizione dei minori in Italia". Così il presidente del Senato, Renato Schifani, nel messaggio inviato al Presidente di "S.O.S: Telefono Azzurro", Ernesto Caffo, e al Presidente di Eurispes, Gian Maria Fara, in occasione della presentazione del volume "Bambini e adolescenti in Italia: un quadro degli ultimi 10 anni". "I bambini- prosegue il presidente del Senato- sono il nostro futuro e insieme una parte fragile e indifesa della nostra società. E' un dovere di tutti noi mantenere sempre alta l'attenzione sui loro diritti e le loro libertà, tutelandoli in tutti gli ambiti della loro vita. La disponibilità di analisi puntuali è- conclude il presidente Schifani- un presupposto fondamentale per approntare politiche efficaci a sostegno dei più piccoli e dei più giovani". |
Sempre più cresciuti dai nonni o dalla scuola, sempre più bulli, sempre più tecnologici, sempre più costosi e sempre più figli di immigrati, famiglie di fatto, genitori separati o divorziati, coppie miste. Ecco i ragazzini 10 anni dopo. E se i più piccini restano davanti alla tv non più del solito, tra i ragazzini più grandi cresce l’uso di cellulare, internet, Facebook e lettore mp3. Ma ad aumentare sono anche i fumatori under 18. Sono i risultati di “Bambini e adolescenti: un quadro degli ultimi 10 anni”, il dossier realizzato da Telefono Azzurro ed Eurispes, presentato a Roma in conferenza stampa, che completa quel ciclo di studi dell’universo minorile in Italia che ha accompagnato le ultime dieci edizioni del loro “Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza”. Una ricerca che fotografa i cambiamenti dei circa 50.000 minori – diversi per età, sesso e dimensioni del comune di residenza – intervistati nelle scuole italiane dal 2000 a oggi sia per quanto riguarda i modelli di comportamento sia di consumo che di pensiero.
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“Quando decidemmo di dar vita a un Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza – spiega Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes – a ispirarci c’era la consapevolezza che le caratteristiche che andava assumendo la nostra società stessero producendo un progressivo allontanamento dai bisogni dei nostri bambini e dei nostri adolescenti. Nello stesso tempo, era forte la sensazione che l’attenzione e l’impegno delle istituzioni fossero tanto declamati quanto superficiali e spesso disattesi. In Italia la assoluta priorità non solo economica, ma anche culturale e sociale della famiglia, è stata continuamente e retoricamente declamata, ma nei fatti le politiche familiari italiane si collocano agli ultimi posti in Europa per quantità e qualità degli interventi. L’azione dei governi che si sono succeduti nel corso degli anni si è dimostrata particolarmente debole e comunque inadeguata a sostenere il peso reale della presenza dei figli in una famiglia. Basti pensare al tema del quoziente familiare sul quale si discute senza approdare a concreti risultati ormai da tempo”.



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