Csr/ E' online la prima enciclopedia della responsabilità sociale d'impresa
E' nata la prima enciclopedia on line dell'impegno sociale. Centosettantacinque termini, dalla a alla z, formano la base di quella che vuole diventare la 'wikipedia' della responsabilità sociale d'impresa, già disponibile all'indirizzo: www.osservatoriosocialis.it/enciclopedia/. Gli utenti possono inserire nuovi vocaboli, spunti di riflessione e commenti per arricchire e far crescere 'dal basso' la piattaforma.
L'idea è dell'Osservatorio Socialis, che da tempo si occupa di analizzare e diffondere l'impegno sociale delle aziende, delle associazioni, delle istituzioni e delle Università, registrando le informazioni sulle buone pratiche dei diversi protagonisti dell'impegno nel sociale, mettendole a disposizione di tutti, studiandole, analizzandole e promuovendole. E dando vita ad iniziative per la crescita della cultura della responsabilità sociale, come il 'Rapporto Nazionale sull'impegno Sociale delle aziende in Italia', realizzato in collaborazione con la SWG e giunto quest'anno alla V edizione. I dati raccolti annualmente permettono di fare il punto sul numero di aziende attive nel sociale, sull'importo annuo dei finanziamenti e sulla tipologia di iniziative realizzate dall'impresa all'interno e all'esterno della propria organizzazione per favorire la diffusione e l'applicazione della CSR.
"La 'wikipedia' dell'impegno sociale - ha spiegato Roberto Orsi, direttore dell'Osservatorio Socialis e Presidente di Errepi Comunicazione - è una nuova iniziativa dell'Osservatorio che nasce esattamente a 10 anni dalla pubblicazione del Libro Verde della Commissione europea dedicato alla responsabilità sociale d'impresa. Un'idea che ci è sembrata fondamentale per diffondere la cultura dell'impegno sociale, nell'era della comunicazione digitale e del web 2.0. In questo modo verranno coinvolti anche gli utenti in un'ottica di condivisone e ascolto. Proprio la parola Ascolto è infatti una delle principali del dizionario perché la comunicazione con gli stakeholders diventa un importante momento di scambio e di coinvolgimento. L'impegno sociale merita, infatti, grandi riconoscimenti e risorse. Nel caso delle imprese, ad esempio, sono convinto che siano necessarie norme specifiche che premino i comportamenti virtuosi, rendendoli anche meno legati alla volontarietà. E sarebbe anche interessante promuovere l'istituzione di una sorta di 5 x mille per le aziende, per dare loro l'opportunità di testimoniare ancora più concretamente l'impegno a favore di iniziative meritevoli".
L'enciclopedia on line è stata presentata da Renzo Arbore, in qualità di storico testimonial della Lega del Filo D'Oro, il 18 luglio a Roma, in un incontro a cui hanno partecipato Antonio Rosati, Assessore Politiche Finanziarie e di Bilancio della Provincia di Roma, Maria Ludovica Agrò, del Ministero dello Sviluppo Economico, Leonardo Becchetti, dell'Università di Tor Vergata, Alessandro Aquilio, Corporate and Internal Communication Specialist di Novartis, Rossano Bartoli, Segretario generale della Lega del Filo d'Oro; Andrea Campelli, Direttore della Comunicazione, Media e PR di Conad Italia, Domenico Longo, Vicedirettore generale della Banca popolare di Puglia e Basilicata, Giampaolo Gualaccini, Consigliere CNEL e Giuseppe Guerini, Presidente di Federsolidarietà Confcooperative. E sono subito nati spunti di riflessione interessanti come la proposta di inserire tre nuovi vocaboli nell'enciclopedia: Esempio, Coerenza dei comportamenti ed Emozione. I vari rappresentanti delle imprese hanno infatti sottolineato quanto per le aziende sia fondamentale raggiungere degli obiettivi economici ma mai prescindendo dal 'come' vengono raggiunti.
Durante l'incontro Arbore ha estratto a sorte una parola chiave per ogni relatore, tra le 175 contenute nell'enciclopedia, e ciascuno si è cimentato nel dare la propria definizione. L'assessore alle Politiche Finanziarie e di Bilancio della Provincia di Roma, Antonio Rosati, ha parlato dell'importanza della parola Benessere, che "va considerata come obiettivo a cui una società deve mirare per garantire un livello di vita soddisfacente alla collettività. Benessere economico ma non solo, dobbiamo, infatti, tener conto anche dell'aspetto sociale e culturale". "La Provincia di Roma - ha aggiunto l'assessore - pone particolare attenzione ai temi che vanno nella direzione di un nuovo umanesimo economico-sociale. Mi piacerebbe ad esempio portare avanti un'idea, alla quale sto pensando da tempo, dedicata ai giovani, e che potrebbe chiamarsi la 'Carta del volontariato italiano'. Un'iniziativa che, grazie al coinvolgimento di istituzioni, atenei e imprese, dovrebbe incentivare i ragazzi, dopo il diploma o dopo l'università, a dedicare un periodo della vita ad un'opera di volontariato, permettendo loro di accumulare bonus spendibili in riduzioni sulle tasse universitarie, facilitazioni per stage formativi o acquisto di prodotti".
Sulla responsabilità sociale Arbore, a margine dell'incontro, ha poi sottolineato che si tratta "di una coscienza che ora si sta rilevando ma che già esisteva, anche se sottaciuta, un po' silente". "Credo, invece, debba venir fuori - ha aggiunto - questo impegno delle imprese per la solidarietà e per tutte le iniziative di questo tipo. E credo anche, dopo aver partecipato ad altri incontri come questo, che si tratti di una tendenza confortata dai fatti in questo momento storico".
L'iniziativa è stata realizzata con il contributo della Provincia di Roma, il sostegno di Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Conad, De Cecco e Novartis e ha ricevuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio, ACRI, AIDP, CNEL, ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ministero degli Esteri, ministero dello Sviluppo Economico, ministero dell'Ambiente, Provincia di Roma, Comune di Roma, Regione Lazio, UnionCamere.
I temi legati al risparmio delle risorse, all'impegno sociale d'impresa e al rapporto tra profit e non profit sono destinati a mantenersi alla ribalta per lungo tempo e rappresentano, oggi più che mai, uno dei terreni di discussione che coinvolgono maggiormente società civile, governi, industrie e associazioni non profit.
Il quadro sulla responsabilità sociale d'impresa, emerso dal IV Rapporto sull'Impegno Sociale delle Aziende in Italia realizzato da SWG per l'Osservatorio Socialis, mostra come siano soprattutto le grandi imprese a "crederci".
1. Oltre il 69% delle imprese con più di 100 dipendenti (7 aziende su 10) si impegna nel sociale e investe nella CSR (circa 1 miliardo di € il flusso dei finanziamenti nel 2010 rispetto ai 450 milioni di euro del 2001)
2. L'impresa sociale impiega in Italia oltre 300 mila persone in 15.000 aziende, per un giro d'affari di 10 miliardi di euro
3. Il fenomeno del volontariato coinvolge oltre 5 milioni di italiani
Nel 2009, dunque, circa il 70% delle aziende italiane con più di 100 dipendenti ha effettuato investimenti a sostegno di cultura, ambiente/sviluppo sostenibile, solidarietà o iniziative per il personale interno, a fronte del 65,3% del 2007. Tra le aziende più grandi, sia in termini di fatturato che di dipendenti, la percentuale di investitori è salita all'88%. La paternità geografica prevalente degli investimenti, inoltre, si è spostata dal nord al centro sud della penisola.
Quanto alle tipologie di iniziative di carattere sociale finanziate, le aziende hanno puntato soprattutto sulla "dimensione esterna" della CSR, ossia quella proiettata sulla propria comunità di riferimento e, in particolare, la solidarietà sociale e le azioni umanitarie, pari al 66% del totale. Un terzo delle imprese si sono invece impegnate al proprio interno, con una serie di servizi mirati a migliorare le condizioni lavorative del personale: l'attenzione è stata rivolta soprattutto alle condizioni di sicurezza e alla salute sul posto di lavoro. Circa le modalità di intervento, il Rapporto evidenzia la preferenza per la partecipazione di tipo passivo: oltre 1/3 del campione si limita a erogazioni economiche e/o materiali.
Da segnalare, comunque, che è cresciuta la diffusione della cultura sociale tra i dipendenti: per esempio, più del 30% delle imprese (a fronte del 18% nel 2007) risulta averli coinvolti in maniera diretta e/o indiretta nel sostegno al terzo settore. La possibilità di coinvolgere il personale prevale anche tra i criteri per la scelta delle iniziative a favore delle quali investire: quasi 3 aziende su 10 decidono di puntare proprio sullo staff involvement. Tra i requisiti di un buon progetto, al primo posto si piazza la rilevanza sociale e la ricaduta sul territorio, giudicata di importanza "elevata" da quasi il 70% del campione. Positiva, infine, la diffusione di strumenti come il codice etico e il bilancio sociale: quasi un'azienda su 2 ha già adottato un codice etico e il 36% è intenzionato a farlo in futuro. Il 41.9% redige annualmente il bilancio sociale, mentre la percentuale era del 35% nel 2007.



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