Velo, "non è vero che le donne sono libere di decidere"
Venerdì, 12 agosto 2011 - 19:00:00
http://affaritaliani.libero.it/sociale/divieto_velo080811.html e avrei alcune cose sostanziali da dire alla signora Marisa, che evidentemente non ha molta conoscenza dell'Islam, né sa quello che è successo nei rapporti con l'islam non soltanto nel mondo islamico, ma anche in Italia e per quanto riguarda l'emergenza, chiaramente non si tratta di un problema di emergenza ma di un problema che attiene alla mancanza di rispetto della persona, alla negazione della sua femminilità e all'umiliazione di essere inferiore all'uomo, oltre che non rispetta le leggi italiane, già in essere da quando Cossiga promulgò una legge che riguardava il poter riconoscere le persone nel contesto di una società, che ha anche il dovere di proteggere se stessa e i suoi figli, da qualsiasi tipo di attacco, camorristico o terroristico che sia e i terroristi italiani rossi e neri di attacchi alla sicurezza ne avevano fatti parecchi, la mafia e la camorra dal canto loro non hanno mancato di ricorrere al nascondere l'identità e così ancora oggi quando certi scalmanati scendono in piazza mettendo a ferro e fuoco le nostre città e basta dargli uno scudo in più perché la facciano sempre franca.
Questa proposta non è stata ideata in fretta e furia, tanto è vero che è in discussione da oltre 3 anni ( fin dai tempi della consulta islamica) ed è entrata in Commissione, ove ha ottenuto il disegno di legge attualmente presentato alla Camera, dopo ben 18 mesi di discussioni con le opposizioni, che non avrebbero nemmeno dovuto esserci in quanto non riguardano la politica, ma i principi che distinguono una nazione civile da una civiltà barbara: il diritto e quindi l'adesione doveva essere totale, soprattutto da parte di quei partiti che a suo tempo hanno caldeggiato il femminismo e oggi sostengono i matrimoni gay, praticamente questi partiti non riconoscono alle donne islamiche. gli stessi diritti che riservano agli omosessuali, o non ci sarebbe stata discussione alcuna, era un principio sacrosanto da abbracciare al volo.
Le islamiche che ricorrono al velo totale non sono soltanto le afghane e le pakistane, ma tutte quelle che debbono subire l'influenza del diktat proveniente dall'Arabia Saudita, che si rifà al salafismo e copre le donne con il niqab, un abito nero dalla testa ai piedi che lascia scoperte due fessure al posto degli occhi. Inoltre la proposta di legge non è della Lega, ma è stata fatta dall'on. Souad Sbai del PDL che da donna islamica conosce perfettamente il significato del sudario, che imprigiona queste povere donne, alle quali il lavaggio del cervello riguardo la loro presunta inferiorità rispetto ai maschi islamici è inculcata dall'infanzia in modo che non abbiano la possibilità di sapere che sono persone adulte, che sono diventate maggiorenni come tutte le altre donne al mondo e hanno diritti umani inalienabili, ma si debbano sentire assoggettate a un tutore maschio, fosse anche il figlio minore di 6 anni, purché sia maschio.
Questa legge, quando diverrà tale, sarà un faro nel buio della società islamica che rispetto alle donne è misogina in maniera spaventosa e fa il pari con le leggi che sono state modificate per difendere in occidente le donne violentate, perché le vecchie legislazioni le mettevano in condizione di sentirsi colpevoli, e per questo quasi nessuna riusciva a superare lo choc di un processo punitivo per lei, denunciando il proprio aggressore. C'è voluta una legislazione più aperta, che difendesse certi principi che stanno dalla parte della vittima, per poter ottenere le denunce di queste violenze e questo valeva anche per i bambini che subivano la stessa sorte, dentro le mura domestiche o per pedofili incontrati per strada, e tutto avveniva nel silenzio connivente di autorità pavide e prive di sensibilità.
Una donna colpevolizzata e maltrattata in ogni modo non potrà mai liberarsi del sudario che la opprime se una legislazione illuminata non le darà una mano e dato che questa proposta di legge è stata studiata, presentata e caldeggiata dall'on. Souad Sbai, una donna, che da anni si occupa della violenza che subiscono le donne musulmane dentro e fuori le mura domestiche e il velo integrale è una di queste violenze, tant'è che chi ha provato a ribellarsi ai tribalismi islamici, fra i quali c'è l'umiliazione della donna, non raramente è finita sotto terra.
Ne consegue che è quanto meno stupido se non colpevolmente criminale non sforzarsi di comprendere questa verità e questo vale per tutte, convertite e non, di prima, seconda o terza generazione. I diritti umani sono un principio inalienabile, il rispetto della femminilità nessuno può permettersi di negarlo, poiché questo è un crimine contro l'umanità, quella più debole e più martoriata nella storia umana: la donna.
di Adriana Bolchini - Lisistrata
(www.lisistrata.com)



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