Crisi/ Disoccupati over 40 vs Monti: "Ci 'uccide' come Mussolini"

Lunedì, 6 febbraio 2012 - 11:13:00

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DUE LETTERE ARRIVATE ALLA NOSTRA REDAZIONE

 

Sig. Angelo Maria Perrino

Buongiorno

Mi chiamo Pasquini Orlando sono disoccupato da 2 anni con moglie anch'essa disoccupata e con un bambino di 11 anni da crescere. Sono un Modellista di Calzature ultra 55 enne con molta esperienza. A causa di questa crisi e tanta burocrazia,mi ritrovo senza lavoro,con difficoltà nel trovare un impiego, le aziende sono molto esigenti,pretendono persone giovani,residenti vicino al luogo di  lavoro,pagare stipendi minimi,etc. Le chiedo se può fare qualche telefonata per me,non riesco ad arrivare a fine mese.

La Saluto con ammirazione come ho sempre avuto per Lei.

Pasquini Orlando

orli56@alice.it

 

 


Messina 06/02/2012

Hai più di 40 anni e un giorno il tuo datore di lavoro ti convince o costringe, magari facendoti vedere un po’ di soldi, a trovare un altro lavoro o a metterti in proprio, oppure chiude l’azienda con mille motivazioni.
Ti trovi fuori dal mondo del lavoro, ma con molta fiducia e speranza affronti il futuro pensando: «non sono vecchia e ho acquisito una professionalità, non mi sarà difficile trovare un nuovo lavoro».
Dopo qualche anno e molti tentativi ti accorgi che le cose non vanno proprio come pensavi: i risparmi cominciano ad assottigliarsi, fai piccole rinunce, non puoi più consentire alla tua famiglia di mantenere il tenore di vita...
Le giornate diventano un calvario e ti innervosisci sempre più perché ti accorgi che il mercato del lavoro rifiuta i "lavoratori maturi" a favore di altri che costano meno perché hanno incentivi all'assunzione. In sostanza per te si allontanano le
speranze di reinserirti nel mondo del lavoro. Perchè sono uno scarto. Allora cosa fai?
Cominci a girare presso amici e parenti alla ricerca di una soluzione, ti affidi alle agenzie di lavoro interinale o alle agenzie del lavoro, ma ti accorgi che spesso possono farti solo promesse perché anche loro trovano difficoltà a collocarti per via dell'età, o per fare curriculum in giacenza; per prendere in giro lo Stato, per recepire quelle convenzione che la regione dà a loro. Oppure arrivi ad accettare il lavoro offerto da "pirati commerciali" o in caso di dispeazione pure compromessi sessuali, che giocando sulla tua condizione, ti fanno balenare l'idea di risolvere i problemi con miracolose offerte di franchising o di network marketing. Dopo un po' ti accorgi che tu lavori, ma in realtà i veri guadagni li fanno gli altri.
Insomma le tenti tutte senza molto successo e con una aggravante: essendo passato molto tempo ti accorgi di perdere a poco a poco quella professionalità che avevi acquisito e ti senti tagliata fuori, entrando in un tunnel dove non vedi spiraglio di luce, sei abbandonata da tutti anche da voi.
A questo punto, se non sei presa dallo sconforto o dalla depressione, senti il bisogno di confrontarti, di verificare se e quante persone sono nella tua condizione, di lavorare insieme a loro per far sentire la voce di gruppo e non quella singola. Senti il desiderio di far emergere e far conoscere a tutti, politici e amministratori, questa drammatica condizione sociale, ma senti anche la necessità di impegnarti, insieme agli altri, a cercare soluzioni al problema. Ma non c'è speranza,ho perso la fiducia di me stessa.
Sto perdendo il controllo della mia vita mi sento impotente e, demoralizzata soprafatta dagli eventi negativi che mi circondano, mi sto lasciando trascinare da un pessimismo cronico che si ripercuote drasticamente nella sfera della vita quotidiana. Non ho aiuto dalle istituzioni... sono disperata vorrei tanto mettermi in contatto di persona con voi ma non riesco... non ho soldi per tesserarmi vi chiedo aiuto... Contattatemi vi prego


PS: Decreto legislativo 216/03 che recepisce la direttiva europea 2000/78 CE. L’art. 3 di tale decreto legislativo afferma che “...il principio di parità di trattamento senza distinzione di religione, convinzioni personali, handicap, età, orientamento sessuale, si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato nelle seguenti aree: a) accesso alla occupazione ed al lavoro sia autonomo che dipendente, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzioni..” e poi alcune limitazioni per specifici settori (es. forze armate). Inoltre il divieto di discriminazione in base all’età è anche recepito dal D. lgs 276/03 (decreto attuativo della legge Biagi) Art 10 comma 1 e sanzionato dall’Art 18 comma 5.


Betty Bisantino

my_benebis@hotmail.it

Politici e politicanti,

a seguire la lettera, drammatica, dura, cruda, reale che l’ATDAL (www.atdal.eu) ha scritto per denunciare il ricorso al suicidio tra i disperati che si ritrovano senza un lavoro, senza una pensione alle soglie della vecchiaia e non solo.

Queste parole mi hanno fatto tornare alla mente Mussolini quando disse ai suoi gerarchi che gli servivano mille morti per sedersi accanto alla Germania di Hitler. Oggi non si sta forse ripetendo la stessa cosa? Sul tavolo europeo forse non sono state messe le teste dei pensionati e dei lavoratori Italiani per pagare il biglietto di quella poltrona accanto al potente alleato Tedesco? Dove stanno le teste dei banchieri, dei politicanti, dei tangentisti, dei cosiddetti capitalisti, dei cosiddetti “manager di Stato”, dei tesorieri di partiti vale a dire di tutti quelli che per decenni hanno spolpato questa Nazione gettandola in questa drammatica situazione?

In Italia il problema sono i pensionati, l’art. 18 e per questi gli investitori non vengono, il paese non cresce. A parte che in Italia, per la sua Storia millenaria, per la sua bellezza Naturale non dovrebbero venire investitori ma solo turisti negli alberghi, nelle strutture gestite da Italiani, dai giovani Italiani quindi non diciamo sciocchezze (eufemismo!), ma non diciamo sciocchezze soprattutto perché gli ostacoli che impediscono la crescita sono ben altri; non è che gli investitori non vengono in Italia perché c’è la mafia, le tangenti, la burocrazia?   

Qualcuno ha detto che gli Italiani sono stati coccolati da troppo “buonismo”, mah io direi che gli Italiani sono stati traviati, traditi, narcotizzati da chi aveva il dovere di amministrare, governare il Futuro di questa Nazione ed invece ha solo elargito “clientelismo”, ha creato quella pseudocultura fatta di “veline, velone e di tronisti”, ma soprattutto ha annullato il senso civico sia negli adulti che, cosa ancora più deflagrante, nei giovani, quindi è stato cancellato il legame con gli interessi della Patria, è stato cancellato quel senso di Comunità, quel dovere verso il rispetto delle Leggi e della Storia.

A nessuno dei politicanti che hanno amministrato questa Nazione negli ultimi decenni hanno tremato i polsi quando le statistiche dimostravano che l’età nella quale i giovani cominciavano a drogarsi si abbassava sempre di più! Chi aveva il dovere, ripeto il DOVERE di intervenire i giovani o i politici? Quindi altro che “buonismo”, altro che art. 18! Altro che mettere le teste dei disoccupati, dei pensionati, dei pensionandi sul tavolo di questa europa voluta sempre più dai banchieri e dagli industriali e che sempre più è un cappio al collo della gente.    

Politici e politicanti, voi siete i responsabili di questa situazione ma state scaricando tutto sulla gente, sui disoccupati, sui pensionati, state massacrando la nostra vita, continuate a prenderci in giro con le vostre falsità sui tagli ai vostri privilegi, ai vostri stipendi, ai vostri vitalizi.

Voi state permettendo di far sparare sulla Croce Rossa pur di fare salvi i vostri interessi! Ci vediamo alle prossime elezioni!


Paolo Emili – Castel Gandolfo (Roma) – paemilius@libero.it

    

    

LA LETTERA DELL'ATDAL – www.atdal.eu


NOI ACCUSIAMO


Nei primi giorni di gennaio 2012 altri cinque disoccupati si sono tolti la vita. Una ricerca Eures dal titolo “Il suicidio in Italia ai tempi della crisi ”, riferita al 2009, dice che in quell’anno su 2.986 suicidi 357 erano persone disoccupate. Praticamente un suicidio al giorno. In 85 casi si è trattato di uomini adulti espulsi dal mondo del lavoro o che non sono mai riusciti ad entrarvi.

Lei Egregio Dr. Monti, che oggi guida il Governo e Lei Professoressa Fornero, che guida il Ministero del Lavoro, potete far tutto tranne che chiamarVi fuori dalla responsabilità morale di queste morti.

Non potete farlo perché gli interventi sulla previdenza della vostra manovra, hanno gettato nello sconforto e nella disperazione migliaia di disoccupati che si pensavano prossimi alla pensione. Non potete farlo come non lo possono fare i Premier e i  Ministri del Lavoro che in tutti questi anni hanno attuato manovre che ledono i diritti dei lavoratori e stravolgono le norme previdenziali.

Manovre devastanti e indifferenti alla condizione di tante madri e padri di famiglia che privati del lavoro, aspettavano l’approdo alla pensione quale unica possibilità di sopravvivenza. Manovre varate con leggerezza, sproloquiando sulla necessità di una riforma del welfare che non escludesse nessuno ma sapendo che in Italia – e solo in Italia - meno del 30% dei disoccupati gode di un qualche seppur vergognoso sostegno pubblico.

E non possono chiamarsi fuori dalla responsabilità morale neppure molti esponenti dei principali sindacati, indifferenti alle condizioni di chi perde il posto di lavoro a livello individuale, ma molto attivi nel difendere ammortizzatori sociali che privilegiano i lavoratori delle grandi e medie imprese con problemi di esuberi.

E infine non possono chiamarsi fuori gli imprenditori che da anni predicano e impongono l’aumento dell’età pensionabile e della flessibilità e nel contempo attuano la strategia dello “svecchiamento” espellendo quei lavoratori che hanno superato la fatidica soglia dei 40 anni.

Vi siete riempiti la bocca di impegni per il rilancio dell’occupazione giovanile, proprio di  quei giovani ai quali, in nome della flessibilità, avete regalato una vita precaria e senza futuro nello stesso momento in cui fate finta di ignorare quei padri e quelle madri che con la perdita del lavoro devono rinunciare a sostenere i figli.

Vi siete inventati una inesistente guerra tra padri e figli per meglio colpire gli uni e gli altri. Accecati dalle vostre statistiche, non riuscite più nemmeno a vedere gli esseri umani di cui decidete il destino.

Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti (De Andrè).

Associazione ATDAL-OVER 40 - www.atdal.eu



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