Disabilità/ Pistorius ai mondiali coreani. Ma il ricercatore Schianchi commenta: "I disabili si sentono rappresentati da lui?"
La notizia ha avuto un clamore minore di quello che si poteva aspettare, ma ciò che succederà fra poco più di un mese in Corea è una novità assoluta: un atleta con disabilità, che gareggia con due protesi al posto delle gambe, che corre insieme ai “normali” e che si gioca un posto in finale, all’ultimo centesimo, ai campionati mondiali di atletica leggera. Qualcosa di epocale. A sottolinearlo, sul blog che tiene sul portale Inail dedicato alla disabilità, SuperAbile.it, è il ricercatore e saggista Matteo Schianchi. Il protagonista della storia è naturalmente Oscar Pistorius, l’atleta sudafricano che da tempo insegue il sogno di partecipare alle gare della sua specialità, i 400 metri piani di atletica leggera, insieme con gli atleti normodotati.
Il suo tentativo di partecipare alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 era stato prima bloccato dalla Federazione internazionale (che aveva sentenziato che le protesi gli conferivano un vantaggio tecnologico sugli altri atleti) e poi reso possibile dal Tribunale arbitrale dello sport di Losanna, che aveva capovolto la sentenza restituendo al giovane sprinter la possibilità di correre con i “normali”. Pistorius, tre anni fa, non era però riuscito a scendere sotto il tempo per la qualificazione, e aveva dovuto accontentarsi di correre – e vincere – alle Paralimpiadi.
Ora, dopo aver corso nel tempo, per lui record, di 45''07, potrà partecipare ai campionati mondiali di Daegu, in Corea. E anche le porte delle Olimpiadi di Londra 2012 potrebbero aprirsi. “La notizia del tempo ottenuto da Pistorius – nota Schianchi su SuperAbile.it - è stata data con meno clamore di quanto ci si sarebbe potuti attendere: è già finito l’appeal mediatico di Pistorius?”, si chiede. “O – ipotizza - si aspetta di riattivarlo ai mondiali?”. Schianchi si domanda se l’atleta sudafricano “piaceva semplicemente per il suo sforzo prometeico per una meta che sembrava irraggiungibile” e se, “ora che l’ha raggiunta”, egli non faccia ormai paura. O non sarà – dice provocatoriamente - che forse è “meglio ignorare il dirompente significato della sua prestazione?”. Secondo Schianchi “i 400 metri che si disputeranno ai prossimi mondiali con un atleta disabile insieme a normodotati saranno, comunque, concettualmente una novità assoluta: l’inclusione della disabilità in una delle attività “normali” e ad alto tasso di prestazione fisica come l’atletica. Un disabile insieme a “normali” a giocarsela all’ultimo centesimo di secondo per raggiungere un posto in finale”. Allargando lo sguardo dal caso singolo all’intera società, l’autore del blog ricorda che “nel mondo della disabilità la stragrande maggioranza dei casi è completamente diversa dalla realtà di Pistorius” e si interroga sul senso che la vicenda di Pistorius può avere per tutte le persone con disabilità: “Per ciò che rappresenta, nei 45-46 secondi di quella gara, le persone con disabilità – chiede Schianchi - si sentiranno rappresentate da Pistorius?”.



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