Disabilità, fare il meccanico nonostante la protesi. La storia di Flavio

Venerdì, 5 marzo 2010 - 14:30:00

“Per fare il mio lavoro a volte servirebbero tre mani. Ma ho imparato comunque ad arrangiarmi”. A Flavio Guerra, 43enne meccanico di Montescudo di Rimini, di certo non manca l’autoironia: fondamentale per raccontare la sua vita dopo l’incidente che nel 1991 gli ha portato via il braccio destro. La sua è una di quelle storie che fanno capire l’importanza del lavoro, o meglio del lavoro fatto per passione, del lavoro ben fatto. Anche mentre si racconta, si percepisce distintamente una certa ansia di tornare nella sua officina. Quello che sorprende è che Flavio è diventato meccanico dopo l’incidente.
 
“Nel ’91 lavoravo in una cantina sociale – racconta –: stavamo facendo la manutenzione di un macchinario per la produzione del vino. La macchina era spenta ma non avevamo staccato la corrente e così, a causa delle vibrazioni che abbiamo provocato con i colpi di martello, si è chiuso un contatto che l’ha fatta ripartire e il mio braccio è rimasto dentro. Dopo l’incidente – continua – ho cercato di riprendere la mia vita il più velocemente possibile: ho fatto il ciclo di fisioterapia per la riabilitazione e sono andato a Vigorso di Budrio per la protesi. Dopodiché sono tornato subito al lavoro, continuando per sette anni a lavorare in quella stessa cantina”.
 
La passione per la meccanica, però, Flavio se la portava dentro fin da ragazzo. “Ho sempre avuto questa passione – spiega – e ho studiato meccanica anche alla scuola professionale. Così quando mi è capitata l’occasione di lavorare in officina l’ho presa al volo. Era il ’98, e da allora sono sempre rimasto qui”. Non è un lavoro facile, e davvero servirebbero “tre mani” per fare il meccanico, “ma con il tempo – prosegue Flavio – ho imparato ad arrangiarmi. Per prima cosa ho iniziato ad usare il braccio sinistro: io ero destrimano, e dopo l’incidente ho dovuto sforzarmi di imparare a caricare la forza sull’altra mano”.
 
Dopo l’incidente Flavio si è anche sposato: “Mia moglie Sabrina all’epoca dell’incidente era la mia morosa. Il rapporto con lei non è cambiato praticamente in nulla: è una bravissima ragazza e mi è sempre stata vicino”. Parlando con Flavio Guerra si ha la netta impressione di avere davanti un uomo che affronta serenamente la sua vita. Soprattutto una persona pratica, che pensa al sodo. “Sinceramente la mia disabilità non mi pesa molto. L’unico problema davvero fastidioso è il dolore che continuo ad avvertire al moncone. Non mi preoccupo del fattore estetico, proprio non me ne importa: spesso quando vado al bar o giro per casa, mi tolgo anche la protesi per far riposare il braccio. Non sono questi i miei problemi”.

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