Editoriale/ Giornata della memoria, "i diritti sono ancora utopia"
di Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International
Dopo la sconfitta del nazismo, la comunità internazionale decise di istituire standard internazionali per il rispetto dei diritti umani. Affinché non si ripetessero quegli orrori e quelle torture, miranti all’eliminazione sistematica di persone di religione ebraica, omosessuali, disabili, rom, sinti e oppositori politici, nacque la Dichiarazione universale dei diritti umani del 10 dicembre 1948.
Purtroppo, 66 anni dopo la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, che ricordiamo il 27 gennaio di ogni anno, quei diritti non sono ancora diventati realtà per tutti gli esseri umani nel mondo, neanche in quell’Europa che ha sancito la realizzazione dei diritti umani nelle sue leggi fondamentali.
Amnesty International è impegnata nella campagna ‘Per un’Europa senza discriminazione’, per contrastare una delle più gravi e diffuse violazioni dei diritti umani nel continente, tuttora attraversato da razzismo, omofobia, islamofobia, antisemitismo e dalla segregazione delle comunità rom.
Maggiori informazioni sulla campagna ‘Per un’Europa senza discriminazione’ sono disponibili online al seguente indirizzo: http://www.amnesty.it/per-un-europa-senza-discriminazione



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