Cresce la povertà in Italia e aumenta il divario Nord - Sud

Lunedì, 17 ottobre 2011 - 09:06:36

La poverta' e' in aumento: se nel 2009 i poveri erano 7 milioni 810 mila (13,1 per cento) della popolazione dodici mesi dopo sono saliti a 8,3 milioni: urge quindi un "cambiamento di rotta". Lo afferma il Rapporto su poverta' ed esclusione sociale in Italia, intitolato "Poveri in Italia", presentato a Roma da Caritas italiana e Fondazione Zancan, in occasione della Giornata mondiale contro la poverta'.

"Alle persone che vivono in condizioni di poverta' - lamentano i promotori - si pensa solo in termini di insufficienti risorse economiche, ignorando che esiste tutta una serie di altre privazioni che peggiorano lo stato di precarieta' e ne impediscono il superamento. Il diritto alla casa, al lavoro, alla famiglia, all'alimentazione, alla salute, all'educazione, alla giustizia sono i primi a essere messi in discussione e negati.

E' davvero sconsolante la fotografia che emerge dal Rapporto: in particolare la crisi ha prodotto "un notevole incremento dei fenomeni di sottoccupazione e lavoro nero" e, nel corso degli ultimi 4-5 anni, "sono fortemente aumentate le situazioni di poverta' materiale". Le donne e i giovani pagano il prezzo piu' alto.

Sono anche aumentate del 19,8 per cento le persone che si rivolgono ai Centri di ascolto Caritas, con un incremento degli italiani del 42,5 per cento. Il 70 per cento delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto sono stranieri. I "nuovi poveri" sono aumentati del 13,8 per cento in quattro anni e del 74 per cento nel Mezzogiorno. Il 20 per cento ha meno di 35 anni. In soli cinque anni, dal 2005 al 2010, il numero di giovani e' aumentato del 59,6 per cento. Tra questi il 76,1 per cento non studia e non lavora, percentuale che nel 2005 era del 70 per cento. incontrate dalla Caritas: nel 2004 il 75 per cento dei bisogni di carattere primario e strutturale erano di carattere primario e strutturale (bisogni abitativi, alimentari, economici, sanitari).

Nel 2010, questo valore raggiunge la quota dell'81,9 per cento. Caritas e Zancan puntano il dito anche su una nuova "emergenza abitativa", aggravata dalle "scarse risposte delle amministrazioni centrali e locali": i problemi abitativi sono aumentati del 23,6 per cento. Secondo Caritas e Fondazione Zancan le risorse per far fronte al fenomeno ci sono, ma sono male investite: negli ultimi due anni la spesa assistenziale dei comuni e' aumentata del 4 per cento, la spesa per la poverta' dell'1,5 per cento e quella per il disagio economico del 18 per cento. I dati dimostrano pero' "che le politiche fin qui attuate non sono riuscite ad incidere sul fenomeno".

Quanto alle strade da seguire, il Raopporto invita a "incrementare il rendimento della spesa sociale"; recuperare i crediti di solidarieta'; investire in servizi gli attuali 17/18 miliardi di euro oggi destinati a indennita' di accompagnamento e assegni al nucleo familiare.

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