La contromanovra di Sbilanciamoci!: ecco come recuperare 50 miliardi in 3 anni

Giovedì, 30 giugno 2011 - 11:33:00

La manovra del governo? Marcon: “Iniqua, sbagliata e autolesionista”

Cinquanta miliardi per difendere lavoro e diritti, ridurre il debito, rilanciare un’economia sostenibile. A un paese appesantito dalla crisi economica e politica, Sbilanciamoci lancia la sua contromanovra “per un’Italia capace di futuro”, per gli anni 2012 -2014. “Iniqua, sbagliata ed autolesionista” è, secondo il portavoce della campagna Sbilanciamoci!, Giulio Marcon, la manovra appena presentata dal governo per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. “Produrrà ulteriore recessione nell'economia e povertà tra le fasce sociali più esposte del paese”.

Sbilanciamoci!, realtà cui aderiscono 46 organizzazioni della società civile, con la sua contromanovra (scaricabile dal sito della campagna http://www.sbilanciamoci.org/) prevede oltre 27 miliardi di riduzione della spesa pubblica da tagliare a spese militari, costi per le grandi opere, ecc) e poco più di 23 miliardi di nuove entrate da misure fiscali che colpiscono i grandi patrimoni e le rendite. Sbilanciamoci propone di utilizzare queste risorse per ridurre il debito pubblico (circa 12 miliardi) e per interventi a favore del rilancio dell'economia e del welfare (38 miliardi).

“Bisogna uscire dalla crisi – dice ancora Marcon - con un'economia diversa, un nuovo modello di sviluppo fondato su produzioni e consumi legati allo sviluppo della green economy, di un'economia sociale responsabile e fondata sui diritti, sulla protezione e lo sviluppo dei beni comuni”. Intanto Sbilanciamoci! sta organizzando il suo IX forum nazionale, dal 1 al 3 settembre a Lamezia terme: sarà l’occasione per rilanciare le proposte e le iniziative della contromanovra e legate alla discussione della prossima legge di bilancio dello Stato.

E' possibile, era possibile fare diversamente: lo afferma la campagna Sbilanciamoci! in merito alla manovra economica del Governo appena varata, che “affossa ancora di più il Paese nella depressione” e “deprime le possibilità di ripresa dell'economia, fa pagare alla parte più esposta del paese il peso e le conseguenze di questa crisi”. Il pareggio di bilancio del 2014, prosegue il network, è una scelta politica di Tremonti tutta concentrata furbescamente nel 2013-2014, quando – speriamo - potrebbe esserci un altro governo a fronteggiare l'emergenza economica”. Con la sua contromanovra da 50 miliardi di euro in 3 anni,  Sbilanciamoci! dimostra che fare diversamente è possibile. Ecco le misure in sintesi.

A proposito di politiche fiscali si propone la tassa sul del 5 per mille sui patrimoni oltre i 3 milioni di euro (“in questa crisi i ricchi non stanno pagando alcun prezzo”): ciò farebbe entrare nelle casse dell'erario una somma intorno ai 10 miliardi e 500 milioni di euro. Si propone inoltre una vera progressività del sistema fiscale: aliquota del 45% per i redditi sopra i 70 mila euro e del 49% oltre i 200 mila euro. Si potrebbero recuperare così 1 miliardo e 200 milioni che sarebbero soprattutto (per il 77%) a carico dei contribuenti al di sopra dei 200 mila euro annui. Ancora, le rendite: oggi è del 27% la tassa sugli interessi da depositi bancari, mentre gli interessi su obbligazioni, plusvalenze e rendimenti di gestioni individuali e collettive subiscono un prelievo di appena il 12,5%: si propone di unificare tutto al 23%, cosa che ci allinea all’Ue e che non fa ancora correre rischi di fughe di capitali. In questo modo sarebbe possibile ottenere almeno 2 miliardi di euro l'anno.

Altra proposta concreta è tassare i diritti televisivi per lo sport spettacolo (con aliquota del 5% sul totale dei diritti versati), usando i 40 milioni di euro all’anno che si libererebbero per finanziare lo sport per tutti e la costruzione di impianti pubblici polivalenti. Inoltre, tassare le automobili in base alla loro emissione di CO2, e non in base a cilindrata e cavalli fiscali: ciò colpirebbe progressivamente i veicoli più potenti ed ecologicamente inefficienti (come i Suv o i veicoli di vecchia immatricolazione) e le maggiori entrate derivanti da questo diverso modo della tassazione dei veicoli ammontano a 500 milioni di euro.

Infine, tassare la pubblicità: in un paese in cui gli investimenti pubblicitari sono circa 9 miliardi di euro, la proposta è di frenare i margini di profitto dell’intero comparto pubblicitario aumentando del 5% il prelievo sugli utili, con il duplice obiettivo di ridimensionarne l’invadenza e di drenare risorse da dedicare alla scuola e ad attività culturali per tutti. L’introito atteso è di circa 450 milioni di euro l'anno.

Sbilanciamoci! propone poi la riduzione degli stanziamenti previsti nei provvedimenti della manovra finanziaria per le infrastrutture: si tratta di 3,850 miliardi in tre anni. Per ridurre la spesa pubblica serve poi la riduzione delle spese militari, almeno di 4 miliardi di euro, pari al 20% delle spese in questo comparto. Come fare? Sbilanciamoci non ha dubbi: riducendo gli organici delle forze armate a 120 mila unità, integrandosi - con economie di scala- dentro la cornice europea e delle Nazioni Unite, prevedendo un ruolo delle Forze Armate legato a compiti di prevenzione dei conflitti e mantenimento della pace e rifiutando ogni interventismo militare. Il ritiro dall'Afganistan (“il ruolo e la presenza dell'ISAF sono strettamente intrecciati ad Enduring Freedom in una funzione bellica e di lotta militare al terrorismo”, spiega Sbilanciamoci) e da tutte quelle missioni internazionali che non abbiano la copertura e il sostegno delle Nazioni Unite farebbe risparmiare 750 milioni di euro alle casse pubbliche.
 
Si chiede inoltre al governo italiano di non firmare il contratto per la produzione dei 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter: ciò farebbe risparmiare al nostro paese ben 14 miliardi di euro nei prossimi 16 anni. La somma risparmiata in tre anni sarebbe di 1,950 miliardi di euro.

Altre misure individuate dalla contromanovra 2012-2014 di Sbilanciamoci! per ridurre la spesa pubblica sono la chiusura dei Centri di identificazione e espulsione (Cie), che porterebbe ad un risparmio di circa 115 milioni di spesa per ciascun anno dal 2012 al 2014. Inoltre, adottare il software libero da parte di amministrazioni centrali e locali porterebbe a un risparmio attorno ai 2 miliardi di euro l’anno sui costi delle licenze (“I vantaggi – commenta il network - non sarebbero solo economici ma  anche quelli di un’eccezionale strumento di trasparenza amministrativa e di controllo della spesa”).
 
Ma occorre abolire anche i fondi alle scuole private e il buono scuola: si libererebbero così 700 milioni di euro, usabili per rilanciare la scuola pubblica, intervenendo su diritto allo studio, edilizia scolastica, qualità dell’offerta formativa.

Altra misura riguarda l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta che esamini lo stato delle convenzioni con le strutture private, che costituiscono una grossa fetta della spesa sanitaria e dei suoi sprechi. Sbilanciamoci stima in 1 miliardo di euro il risparmio nelle attività di riordino delle convenzioni con le strutture private nel 2012, 700 nel 2013 e 500 nel 2014.

Infine, i costi della politica: dimezzando il numero di senatori e deputati e i rimborsi elettorali alle forze politiche, e riducendo le indennità di parlamentari nazionali e regionali al livello della Spagna si calcola possa esserci un risparmio complessivo in tre anni di circa 4miliardi e 600milioni.

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