Fa' la cosa giusta, i consumatori "critici" cambiano la moda
La moda cambia per definizione, ma anche i consumatori possono cambiare la moda, scegliendo abiti realizzati nel rispetto dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori. Come quelli dei 58 espositori di Critical fashion, la sezione speciale dell'edizione 2010 di “Fa' la cosa giusta!”, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili (12-14 marzo, padiglione 1 e 2, fieramilanocity). Abbigliamento, scarpe, gioielli e prodotti tessili per la casa: sono solo alcuni dei prodotti che si potranno acquistare nei 600 mq di spazi espositivi dedicati a Critical fashion, scelti per la capacità di valorizzare la manualità, la creatività e l'autoproduzione, l'utilizzo di materiali innovativi, ecologici e da riciclo, la riscoperta di metodi di lavorazione tradizionale. Al centro della sezione si troverà il Borgo delle botteghe: 20 realtà produttive specializzate nel “tailor made” sostenibile, una moda “su misura”, personalizzata e con una forte componente di ricerca, ospitate in un piccolo angolo d'Italia costruito in materiali completamente eco-sostenibili e riciclabili.
“Non c'è nessun evento simile in Italia, nessun luogo fisico in tutte queste realtà si trovino tutte insieme -dice Chiara Righi, responsabile del progetto Critical fashion-. Ma la fiera è anche un'opportunità per il settore moda tradizionale di trovare nuovi spunti e nuove idee e un luogo in cui poter sfatare il luogo comune che la moda critica sia sinonimo di qualcosa di poco bello e poco attraente, dimostrando di poter essere non solo bellissima, ma assolutamente desiderabile da indossare”. Critical fashion darà anche la possibilità di recuperare la propria manualità e la voglia di fare le cose da sé: sabato 13 i visitatori potranno partecipare ad un laboratorio, attivo tutta la giornata, per imparare a fabbricarsi da soli una borsa personalizzata a partire da un cartamodello, utilizzando materiali di recupero e imparando a usare la macchina da cucire. “Così ci si potrà rendere conto del lavoro e della fatica che c'è dietro la creazione di un abito o di un accessorio -dice Chiara Righi-, per capire che dietro la moda a prezzi stracciati si possono nascondere materiali scadenti o poco rispetto dei diritti dei lavoratori”.
Fiore all'occhiello della sezione, realizzata in collaborazione con il Naba (Nuova accademia di belle arti) di Milano, sarà la mostra Ecochic Milan Exhibition, già presentata alla sede Onu di Ginevra: 18 creazioni di alta moda realizzate da designer famosi come Diane Von Furstenberg, Ivana Basilotta, John Rocha e José Castro, con abiti realizzati in cotone e seta organici ma anche soia, bamboo e fibre naturali lavorate in modo da aver il minor impatto sull'ambiente. Dedicati alla moda critica anche il convegno inaugurale della fiera, dal titolo “Critical fashion: anno zero?” (in programma venerdì 12 marzo dalle 9 alle 18) e la mostra Giusta Trama, creata da Terre di
mezzo e Salamanca Design, per raccontare come sta cambiando il mondo del tessile nella direzione della sostenibilità e per stimolare il pubblico ad osservare e testare tessuti e creazioni tessili.
Da tenere d'occhio anche il concorso “Oggi nasco...oggi rinasco!” organizzato da Naba e dedicato ai giovani talenti della moda attivi nella progettazione consapevole di abiti, oggetti, accessori che rispecchino la storia e i legami del loro creatore con il proprio contesto sociale e ambientale. I progetti verranno valutati da una giuria di esperti di progettazione, moda e sostenibilità, che assegneranno ai vincitori 4 borse di studio. Info: www.falacosagiusta.org



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