'Sviluppare la coscienza etica di tutti'. L'Italia in prima fila nell'anti G-20
| Worldshift 20 Council Members Jose Arguelles (USA/Mexico) Deepak Chopra (USA/India) James Garrison (USA) Jonathan Granoff (USA) Hazel Henderson (USA) Jean Houston (USA) Barbara Marx Hubbard (USA) Min Jiayin (China) Ervin Laszlo (Hungary/Italy) Federico Mayor (Spain) Edgar Mitchell (USA) Tomoyo Nonaka (Japan) Paul Ray (USA) Douglas Roche (Canada) Marco Roveda (Italy) Peter Russell (UK/USA) Masami Saionji (Japan) Marilyn Schlitz (USA) Karan Singh (India) Hiroshi Tasaka (Japan) Worldshift 20 Council Administration David Woolfson, Coordinator (Canada) Carl Carpenter, Web Administrator (USA) |
Un consiglio mondiale formato da 20 personalità eminenti con l’obiettivo di sensibilizzare il G-20 e l’opinione pubblica sulle tematiche dell’etica e della sostenibilità. E' il “Worldshift Council on the G-20 (WS-20)”: a rappresentare l’Italia Marco Roveda, fondatore e presidente di LifeGate.
Nato lo scorso giugno in concomitanza con gli incontri di Toronto del G-20, il WS-20 punta l’attenzione sulle potenzialità di una nuova civiltà in grado di vivere in armonia, pace e prosperità con se stessa e con l’ambiente: nasce come risposta olistica al G-20 e ambisce a dare una direzione globale e sostenibile alle scelte del G-20, troppo spesso di solo orientamento economico.
A ciascuno dei membri è stato richiesto un commento, un contributo, una dichiarazione sulla società, sui valori e sull’ approccio al mondo. Tutte queste dichiarazioni, insieme, costituiscono i semi della bozza di quella che sarà la prima “Dichiarazione del WS-20” che è stata presentata il 21 novembre ad Hong Kong nella cornice dell’ “Asia Consciousness Festival”.
Marco Roveda sceglie Affaritaliani. it per spiegare qual è la sfida del Consiglio.
Quali sono gli obiettivi del 'Consiglio mondiale dei 20'? 
Marco Roveda
"Il "WorldShift Council on the G-20”, la risposta olistica al G-20, ambisce a dare una direzione globale e sostenibile alle scelte del G-20, troppo spesso di solo orientamento economico. Il “WorldShift Council on the G-20” vuole infatti fornire delle direzioni in un momento in cui sono assenti. Bisogna distinguere la causa dagli effetti: tutti i grandi problemi che affliggono l’umanità sono derivanti dalla medesima causa, la mancanza di consapevolezza dell’uomo".
Lei rappresenterà l'Italia nel Consiglio. Quale sarà il suo impegno?
"Sono molto orgoglioso di essere stato scelto in questa iniziativa come unico rappresentante italiano. Occorre ridefinire gli obiettivi principali, ovvero: riequilibrare l'ecosistema, ridare fiducia nel futuro passando a un’economia people-planet-profit. Questo vorrebbe dire rifare il mondo da capo. Come in un “dopoguerra” in cui si ricostruisce tutto. E' noto che nei “dopoguerra” c’è un grande fiorire dell’economia".
La prima iniziativa sarà la presentazione di una dichiarazione ai grandi della Terra. Qual è il contributo dell'Italia al documento?
"Tutti i 20 membri hanno partecipato alla stesura della dichiarazione scambiandosi bozze e proposte, ognuno ha contribuito alla sua compilazione e io mi sono soprattutto focalizzato sul bisogno di creare e diffondere consapevolezza. Credo infatti che questo sia il problema fondamentale, il nodo da sciogliere per poter attivare un vero ed effettivo cambiamento".



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