Cina, ergastolo all'uomo piu ricco del Tibet
Il magnate più ricco del Tibet è stato condannato all'ergastolo. Dorje Tashi, 37 anni, è stato giudicato colpevole di aver aiutato gruppi di tibetani in esilio con alcune donazioni. Lo hanno riferito organizzazioni di diritti umani. La sentenza - informa un comunicato del "Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia" con sede a Dharamsala, in India (dove vive in esilio il Dalai Lama, leader spierituale tibetano) - è stata pronunciata il 26 giugno a Lhasa, capitale della regione autonoma, dal Tribunale popolare municipale intermedio. La condanna sarebbe una delle manovre repressive messe in atto dopo gli scontri a Lhasa del 2008 contro gli intellettuali tibetani, per rafforzare il controllo delle autorità cinesi.
Il fratello maggiore di Tashi, Dorje Tseten, è stato condannato a sei anni di carcere, per avere inviato - spiega l'organizzazione - denaro all'entourage del Dalai Lama, esiliato in India dal 1959. I media cinesi non hanno dato notizia delle condanne.
Tashi appartiene ad una elite benestante di tibetani che collaborano con il regime, è membro del Partito comunista cinese dal 2003 e nel 2005 incontrò anche il presidente cinese Hu Jintao e il primo ministro Wen Jiabao.



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