"Controstoria", ecco il dossier sulle case editrici alternative
di Gaetano Farina
| LO SPECIALE
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Nell’ultimo periodo, specie con la riforma sulle intercettazioni, si è discusso molto di libera informazione e in favore della stessa si sono promosse diverse manifestazioni nazionali. Dopo aver recensito, su Affaritaliani, le testate on-line (http://www.affaritaliani.it/mediatech/controinformazione270309.html) e cartacee (http://www.affaritaliani.it/mediatech/controinformazione100409.html) cosiddette “alternative”, i tempi ci sembrano appropriati anche per proporre un dossier su quelle case editrici che, per il tipo di produzione - seppur con un profilo e degli approcci differenti -, possono essere ricollegate alla diffusione di storie ed informazioni taciute, scarsamente rappresentate o liberate dalla manipolazione mediatica. Un modus operandi che, in Italia, viene soprannominato Controinformazione.
Un’etichetta paradossale dato che, almeno qui in Italia, dagli anni dello stragismo terroristico, passando per i fatti di Mafia, sino ad oggi, la controinformazione è spesso coincisa con la vera informazione. Ed è proprio per questo che abbiamo voluto presentare al pubblico un dossier di tale contenuto e ci siamo così tanto appassionati nell’elaborarlo.
La controinformazione, infatti, è nata per svelare i misteri e i fatti nascosti dalle “verità ufficiali”, “consegnate” alla gente ed all’opinione pubblica dalla politica, dalle istituzioni e da media asserviti ai grandi poteri economici. La controinformazione denuncia le censure e i limiti della libertà d’informazione, l’utilizzo a scopi propagandistici dei media convenzionali. La controinformazione dà voce a culture-movimenti di pensiero-di espressione alternativi al modello di pensiero dominante che, spesso, per autopreservarsi è costretto a nascondere, mistificare, dissimulare.
La controinformazione può essere accusata di “dietrologia” o di alimentare “teorie complottiste”, ma, alla lunga, qui in Italia, riguardo alle grandi stragi, ai problemi legati alle grandi opere, agli sprechi miliardari, alla corruzione, alla connivenza Mafia-Politica, ha quasi sempre avuto ragione, ha anticipato delle verità o, comunque, ha contribuito a suggerirci altre strade di ricerca della verità oltre a quelle battute dagli organi d’inchiesta (inclusi media) tradizionali o convenzionali.
La controinformazione è un “fenomeno” che ha origine dagli anni ’60-’70, grazie al lavoro ed alla militanza di quella che veniva definita “Sinistra Antagonista”, massima contestatrice, almeno a quell’epoca, delle basi economiche e culturali su cui si regge il nostro sistema sociale.
Oggi, tante cose sono cambiate, sembra quasi che la Sinistra sia collassata o preferisca/sia costretta ad assentarsi, sebbene si continui a sostenere che la cultura, l’istruzione, l’intellettualismo “siano più cose di sinistra”.
In verità, molti hanno nostalgia della controinformazione e del giornalismo d’inchiesta di una volta, lamentando la perdita (e la penuria) di intellettuali veri ed onesti e di giornalisti coraggiosi ed indipendenti.
Nonostante le infinite polemiche e gli accesi dibattiti di questi ultimi mesi riguardanti i casi Veline in Parlamento, Noemi, Escort a Palazzo Grazioli, Anno Zero, Nuove Case ai Terremotati Abruzzesi, Querele a Repubblica, Unità e Manifesto, Terrorismo Mediatico, Decreto Intercettazioni (tutte poi riguardanti un’unica immagine di potere, quella di Berlusconi che, certo, è il nostro capo di Governo, ma non è l’unico a governare il nostro Paese), gran parte dell’opinione pubblica (e della gente) non identifica i giornali e l’informazione universale come un “contropotere”. Per molti (o per tutti?) il ruolo-il mestiere della stampa-dell’informazione dovrebbe essere quello di controllare il Potere che, per sua natura, tende a strabordare, a violare quelli che dovrebbero essere i suoi limiti, che per autoalimentarsi e riprodursi tende a mettere in secondo piano gli interessi della collettività. Compito del vero (autentico) giornalista, a servizio non del suo giornale, ma della comunità e della Verità, dovrebbe esser quello di richiamare il Potere ai suoi doveri, di accusarlo e denunciarlo se agisce contro il bene comune, se ricorre a trucchi ed accordi sottobanco per mantenersi intatto.
Da un po’ di anni, fortunatamente (a dispetto di chi fa le campagne contro i movimenti d’opinione diffusi sui social-network), ci è venuto in soccorso il Web e i potentissimi strumenti che ci offre, probabilmente, potranno addestrarci e prepararci ad una nuova rivoluzione nell’indagine giornalistica e nel modo di fare informazione, in generale.
Nel o sul web, i fatti, le notizie, le foto, le immagini, i video, i grafici, i dati statistici, i commenti, le opinioni, i giudizi, le descrizioni, le osservazioni, le critiche, le riflessioni e le denunce circolano, su tutto il planisfero, ad una rapidità tale che sono molto difficili da controllare e quindi da “censurare”, tanto che, grazie al lavoro e ai contributi condivisi in rete da ogni angolo del mondo, si sono sviluppati – dal basso - network indipendenti di influenza mondiale come Indymedia. Estremamente utili, se non “fondamentali” per chi cerca ricostruzioni non veicolate da media o fonti giornalistiche “di parte” (controllati o, almeno, condizionati da poteri economici e politici, asserviti, anche geneticamente o inconsapevolmente, alla cultura ed al pensiero dominante, lottizzati, limitati ad una “visione occidentale” della realtà o a una sua visione “economica”-“capitalistica” a danno di un approccio “umanistico”, poco interessati ai “Sud” del mondo), per chi è alla ricerca di fatti e notizie che normalmente sono oscurati o ignorati, per chi è interessato a quelle azioni, istanze, richieste, proposte, rivendicazioni provenienti da critici e contestatori dello Status Quo economico-sociale e dei modelli su cui si fonda, a quelle minoranze, gruppi sociali discriminati e controculture, portatori di valori e sistemi di pensiero minoritari.
Anche le migliaia di case editrici sparpagliate sul nostro territorio si possono avvalere dei prodigi di Internet, ossia dell’estrema facilità e velocità con le quali si possono ricercare e reperire analisi, documenti, commenti, interpretazioni, confronti, dibattiti, approfondimenti, proposte, idee su determinate questioni e problematiche. Tanto che è sempre più fiorente la produzione di veri e propri “Istant Book” riguardanti problemi, vicende politiche, catastrofi, fatti criminosi di particolare gravità che hanno segnato, nel recentissimo periodo, il nostro Paese o il resto del mondo.
Certo, nel catalogo di quasi tutte le case editrici, anche di colossi come Arnoldo Mondadori (per chi ce l’ha con Berlusconi) per intenderci, si ritrovano opere che - per come solitamente viene intesa rispetto ai criteri che abbiamo descritto sinora - si possono tranquillamente definire di “controinformazione” o che, in diversa maniera e misura, non risparmiano critiche feroci o sbattono in faccia verità scomode ai poteri forti e/o ai “padroni del mondo”. Tuttavia, contemporaneamente, ne possiamo trovare tante altre (di opere) che sostengono questi poteri o esaltano idee e tesi a loro favorevoli.
Nell’elenco che fra qualche riga vi presenteremo, abbiamo voluto inserire quelle realtà che, attraverso le proprie proposte editoriali, sono nate per/ si pongono l’obiettivo di sostenere e favorire una visione, un’interpretazione, una lettura alternativa della società, del presente e del passato, dei fatti, degli avvenimenti, dei problemi più complessi. “Alternativa” che si può tradurre in: contropotere, controculturale, antistituzionale, anticapitalistica e antimperialistica, antilobby, nonviolenta, fuori dal pensiero dominante, umanistica, improntata alla centralità assoluta dei diritti umani, al dialogo ed alla solidarietà fra i popoli, alla ricerca della verità oltre le rappresentazioni ufficiali, che non si fida dei media convenzionali – solitamente di proprietà di rilevanti gruppi economici - che non si fida delle promesse e degli appelli dei politici e della politica, di chi ci governa, che è per il rispetto dell’ambiente e per uno sviluppo sostenibile.
Certo, come ammonisce da sempre il giornalista-attivista Paolo Barnard, bisogna stare attenti a identificare alcuni scrittori, giornalisti, giornali ed editori come degli Eroi Anti-Sistema. Altrimenti si rischia di prendere per “oro colato” tutto quello che dicono, quando, invece, anche nei confronti di chi ci appare amico o fidato occorre mantenere costantemente una distanza critica.
Un altro rischio è, poi, quello che alcuni personaggi risultino, alla lunga, solo dei finti eroi, interessati solamente a crearsi un certo tipo di pubblico a cui destinare in vendita i propri “prodotti”.
Qui di seguito troverete ben oltre 200 schede di case editrici più o meno conosciute; alcune, in verità, sono completamente sconosciute al grande pubblico: in taluni casi, sono, sostanzialmente, delle associazioni culturali. Ciò significa che hanno bisogno ancor di più di questa “vetrina”…
In ogni scheda viene sintetizzata la biografia e l’ “identità” della casa editrice, ma, soprattutto, sono recensite alcune sue pubblicazioni, diciamo, “rappresentative” o che siamo riusciti ad analizzare. Anche a seconda del tipo di collaborazione delle case editrici interpellate, possono essere presentati uno o più libri per ogni scheda.
La nostra vetrina, certo, non pretende di risultare esaustiva (in universo così magmatico come quello dell’editoria italiana) a fronte dell’esistenza, sul nostro territorio, di oltre 7000 editori; anzi, ci scusiamo fin da ora con chi abbiamo dimenticato o “non trovato”. Siamo pronti ad essere sgridati ed, eventualmente, a “riparare” in qualche modo, “ristrutturando” periodicamente il dossier.
Ma, insomma, avendo a disposizione gli spazi offerti da Affaritaliani, ci sembrava doveroso contribuire alla riaffermazione della Controinformazione e offrire un minimo di visibilità a quei marchi che soffocati e stritolati, nel mercato editoriale, da grandi colossi quali Mondadori, Rizzoli o Feltrinelli, meriterebbero più considerazione per le storie e le Verità che ci propongono.
Naturalmente, anche per migliorare e completare il nostro lavoro, siamo apertissimi ad ascoltare i vostri eventuali suggerimenti, soprattutto se riguardanti l'inserimento nell'elenco di altri nomi "meritevoli".
LE CASE EDITRICI PRESENTI NEL DOSSIER:



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