Marche, immigrati e italiani costruiscono insieme case low cost

Martedì, 23 agosto 2011 - 16:28:00

Immigrati e italiani costruiscono la propria casa insieme: 20 alloggi, che richiederanno 900 ore di lavoro a famiglia. Succede a Senigallia, nelle Marche, dove è stato inaugurato il cantiere di autocostruzione nato da un’idea della cooperativa Consorzio Solidarietà e Mondo Solidale. Il progetto denominato "Le mani, per vivere insieme" mette insieme 10 famiglie comunitarie e 10 famiglie extracomunitarie ed ha un duplice scopo: offrire case a prezzi calmierati dando la possibilità di acquistare a chi non avrebbe avuto la possibilità di farlo alle normali condizioni di mercato; e costruire non solo le case di mattoni, ma anche la comunità, fatta di legami sociali e di prossimità, di buon vicinato, di relazioni includenti. Le case hanno un prezzo fino al 50% inferiore a quello di mercato, saranno pronte tra 12-18 mesi e saranno costruite secondo criteri di bioedilizia e alta efficienza energetica.

I futuri proprietari degli alloggi lavoreranno concretamente nel cantiere sotto la guida di personale specializzato in modo da abbattere i costi e costruire legami di solidarietà, condividendo un percorso faticoso, ma entusiasmante come quello di costruire la propria abitazione, che per molti rappresenta il sogno di una vita. Nel progetto sono rappresentate 7 diverse nazionalità: italiana, polacca, cinese, iraniana, albanese, algerina e ucraina, mentre sono 3 i continenti di provenienza: Europa, Asia e Africa. Tra i cittadini comunitari ci sono 9 famiglie italiane ed 1 famiglia polacca. Tra i cittadini extracomunitari ci sono 1 famiglia cinese, 2 famiglie iraniane, 5 famiglie albanesi, 1 famiglia algerina e 1 famiglia ucraina. Tra i 20 soci assegnatari ci sono 7 donne (pari al 35%) e 13 uomini (pari al 65%). Dal punto di vista del lavoro svolto gli autocostruttori sono così suddivisi: quattro operai, due artigiani, due impiegati, due infermieri, due poliziotti, una cameriera, un carabiniere, una casalinga, un commerciante, un elettricista, un’operatrice sanitaria, una parrucchiera, un pizzaiolo. I 20 appartamenti sono suddivisi in 4 blocchi architettonici simili tra loro di 5 alloggi ognuno. Ogni blocco è composto da: 1 appartamento da 65 metri quadrati; 1 appartamento da 103 metri quadrati; 3 appartamenti da 116 metri quadrati. All'esterno sono previsti posti auto (uno per ogni alloggio), e aiuole.

Si tratta di un progetto sperimentale (il primo nelle Marche ed uno dei pochi in Italia); il partner finanziario è Banca Popolare Etica, che concede il mutuo alla cooperativa di autocostruttori. In corso anche uno studio da parte dell'Università Politecnica delle Marche che presenterà il progetto come case study al Congresso Internazionale di Valencia sulle politiche abitative partecipative. Pur tra mille difficoltà legate alla sperimentalità del progetto il cantiere è stato finalmente avviato con grande soddisfazione anzitutto dei soci della cooperativa, dei Consorzio Solidarietà e del Consorzio Abn (che in qualità di soggetti tutor accompagnano il percorso) e degli amministratori pubblici che hanno creduto e investito su questo progetto. Molta la partecipazione, nonostante la data non fosse semplice da gestire considerato il periodo di ferie. Molto forte la partecipazione dell'amministrazione comunale con la giunta presente quasi al completo. Il vescovo diocesano ha fatto pervenire il suo saluto: "Mi spiace per l’impossibilità di presenziare, ma desidero tuttavia congratularmi per questa encomiabile iniziativa di social housing a cui auguro un meritato successo".

Il progetto è co-finanziato con il fondo ministeriale per l’inclusione sociale degli immigrati e gli alloggi sono destinati sia a cittadini italiani, sia a cittadini stranieri regolarmente residenti. Per questo motivo, il cantiere di autocostruzione non si limiterà all'edificazione delle case, ma lavorerà anche alla costruzione delle relazioni fiduciarie tra le persone appartenenti a culture diverse in modo da rendere possibile una convivenza interetnica basata su una forte coesione sociale. Per questo in cantiere oltre agli autocostrittori ed ai tecnici saranno presenti anche dei mediatori della facilitazione culturale appositamente formati per operare in cantieri di autocostruzione. Il progetto è promosso dalla provincia di Ancona, co-finanziato dal ministero del Lavoro e Politiche Sociali.

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