Aids, scandalo finanziamenti. Carla Bruni nella bufera
La 'première dame' di Francia, Carla Bruni è finita al centro di un presunto "scandalo internazionale" legato al suo impegno alla lotta contro l'Aids. E' quanto sostiene il settimanale 'Marianne', secondo il quale la consorte del presidente Nicolas Sarkozy, nella sua veste (dal 2009) di ambasciatrice del Fondo mondiale dell'Onu per la lotta contro l'Aids (malattia che uccise il fratello) ha chiesto e ottenuto che 3,5 milioni di dollari fossero versati dal Fondo ad alcune società appartenenti a un suo amico. Si tratta del musicista e imprenditore Julien Civange, nonche' principale consigliere della Bruni, suo testimone alle nozze con Sarkozy, e che ha un suo ufficio al'Eliseo.
La vicenda, scrive Marianne, "rivelata al Consiglio di Amministrazione del Fondo a Accra, in Ghana, a fine novembre 2011, e' costata il posto all'ambasciatore francese, il professore Patrice Debre'".
Secondo il settimanale anche il direttore generale del Fondo, Michel Kazatchkine, e' stato "ufficialmente allontanato su richiesta di Hillary Clinton", il segretario di Stato americana, ma le dimissioni diverranno effettive solo dopo maggio 2012, cioe' dopo le elezioni presidenziali francesi del 22 aprile al 6 maggio.
FONDO GLOBALE ONU ANTI-AIDS DIFENDE CARLA BRUNI - Il Fondo Globale per la lotta all'Aids dell'Onu ha difeso l'operato di Carla Bruni, ambasciatrice dell'organizzazione, accusata dal settimanale francese Marianne di aver distratto dei fondi a favore di un suo amico. Per il Fondo si tratta di accuse "inesatte e ingannevoli", senza pero' aggiungere particolari. "L'articolo contiene diverse accuse che sono prive di fondamento riguardo ad una campagna che il Fondo ha lanciato nel 2010 con il sostegno di madame Bruni-Sarkozy", si legge in una dichiarazione dell'organizzazione. L'Eliseo, da parte sua, ha reso noto di non avere nulla da aggiungere.


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