Carceri/ Scoppia la rivolta anche a Parma

Dopo la rivolta avvenuta nel carcere di Ancona, sabato sera, verso le 20.30, e' scoppiata una violenta protesta in un reparto del carcere di Parma. Lo dice Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del SAPPE, il sindacato autonomo polizia penitenziaria, che aggiunge: "I detenuti hanno gettato nei corridoi bombolette di gas, bastoni, scope e generi alimentari, poi hanno dato fuoco alle lenzuola, creando una grossa nuvola di fumo, tanto da intossicare l'agente della polizia penitenziaria in servizio nella sezione detentiva. L'agente, dopo essere stato visitato dai medici, ha avuto una prognosi di 15 giorni. Successivamente, grazie alla professionalita' del personale di polizia penitenziaria tutto e' tornato nella normalita'".
Durate rileva: "Temiamo che le proteste possano estendersi in altri istituti del Paese, dove ormai diventa difficile gestire la situazione, a causa delle gravi difficolta' operative, dovute alla carenza di personale di polizia penitenziaria ed al sovraffollamento dei detenuti. In Italia ci sono 68047 detenuti, a fronte di una capienza di 45636 posti. L'Emilia Romagna e' una delle regioni piu' affollate d'Italia, con una percentuale di oltre il 180%: i detenuti presenti sono 4041, a fronte di una capienza di 2394 posti. In Italia mancano 6500 unita' di personale (agenti, sovrintendenti, ispettori, commissari), in Emilia Romagna ne mancano 650. Parma non e' esente da questa drammatica situazione: mancano 170 unita' di personale, in un carcere dove bisogna gestire oltre 50 detenuti sottoposti al regime del 41 bis. Ci sono molte persone detenute nel circuito di massima sicurezza, paraplegici, tossicodipendenti e detenuti comuni. Si tratta di una delle strutture piu' complesse d'Italia".


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