Carceri, novità sui domiciliari

Nella discussione sul Dl Carceri sono stati apportati cambiamenti alle norme sugli arresti domiciliari. Intanto il presidente del Senato, Schifani, promette tempi rapidissimi per l'approvazione del decreto mentre, è il grido d'allarme del Dap, a causa dei fondi insufficienti lavora solo un detenuto su cinque.

Martedì, 24 gennaio 2012 - 18:37:00

Nuove norme sui domiciliari - No alla custodia domiciliare per gli arrestati in flagranza che si trovano in attesa della convalida o del giudizio per direttissima se accusati di reati, di competenza del giudice monocratico, con offesa, reale o potenziale, alla persona e al patrimonio, come il furto in appartamento, il furto con strappo, la rapina semplice o l'estorsione semplice. L'attesa della decisione del magistrato avverra' o nelle celle di sicurezza di questure e caserme o nella casa circondariale del luogo in cui l'arresto e' stato eseguito. Questo, secondo quanto si e' appreso, il punto di mediazione raggiunto sul dl sul sovraffollamento delle carceri, all'attenzione dell'aula del senato, che oggi pomeriggio ne riprendera' l'esame, scivolato di qualche giorno, dopo l'intervento critico del senatore ed ex ministro della giustizia Nitto Palma sul ricorso all'uso dei domicialiriprevisto dal dl del Governo. Resta dunque, cosi' modificato,secondo quanto si e' appreso, l'emendamento dei relatori, Filippo Berselli e Alberto Maritati, che oggi hanno firmato e presentato in aula il nuovo testo. Con la previsione che il pm disponga in primis i domiciliari per coloro che, non pericolosi, siano stati arrestati in flagranza per reati di competenza del giudice monocratico e siano in attesa della convalida.

 

Chiusura ospedali psichiatrici - Tra le misure che saranno votate in aula anche la chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari, i vecchi manicomi criminali. Gli internati dovrebbero essere affidati alla sanità regionale, le vecchie strutture vendute per finanziare la costruzione di sedi idonee al trattamento dei condannati malati psichiatrici.

 

Schifani, si voti entro domani - La sollecitazione arriva dal presidente del Senato, Renato Schifani, che non esclude la possibilita' di una seduta notturna. "Bisogna rispettare il principio della leale collaborazione con la Camera dei Deputati", ha, fra l'altro, sottolineato Schifani.

 

Dap, fondi insufficienti, lavora solo un detenuto su 5 - I fondi non bastano. E a fronte di un progressivo aumento del numero dei detenuti, cala quello dei "lavoranti": uno su cinque. A lanciare l'allarme e' la Relazione dei deputati sullo "svolgimento da parte dei detenuti di attivita' lavorative" presentata dal ministro della Giustizia Paola Severino e basata sull'ultimo report del Dap. I "lavoranti", che a giugno del 2010 erano 14.116, pari al 20,68% dei presenti, esattamente un anno dopo sono 13.765 (il 20,42%). "A fronte di un consistente aumento della popolazione detenuta - scrive il capo del Dap Franco Ionta - non e' stato possibile rispondere con un uguale aumento in termini percentuali del numero dei detenuti lavoranti". E "il budget largamente insufficiente assegnato per la loro remunerazione ha condizionato in modo particolare le attivita' lavorative necessarie per la gestione quotidiana dell'istituto penitenziario (servizi di pulizia, cucina, manutenzione ordinaria del fabbricato, etc) incidendo negativamente sulla qualita' della vita all'interno dei penitenziari". I fondi ad hoc sono scesi dai 71,4 milioni del 2006, quando nelle carceri erano in poco piu' di 59mila, ai 49,5 milioni del 2011, quando i detenuti, al 31 dicembre, hanno toccato quota 67.961. Risultato: "il numero dei detenuti lavoranti impegnati nella gestione quotidiana dell'istituto e' inevitabilmente diminuito anche se le direzioni degli istituti, per mantenere un sufficiente livello occupazionale tra la popolazione detenuta, hanno ridotto l'orario di lavoro pro capite ed effettuano la turnazione sulle posizioni lavorative.

 

Staderini (Radicali): la Giustizia è in bancarotta, serve amnistia - "Apprezziamo la sensibilita' del ministro Severino perche' la situazione e' grave". E' il commento di Marco Staderini (Radicali) alla riforma della giustizia, in diretta a Tgcom24. E sul tema dell'amnistia aggiunge: "Il problema sara' l'opposizione demagogica di Lega e Idv che sbandiereranno la messa in liberta' di detenuti. Di fatto noi siamo convinti che l'amnistia sia l'unico modo plausibile per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. L'amnistia non e' rivolta solo alle condizioni disumane de detenuti e delle guardie carcerarie, bensi' alla bancarotta del sistema italiano, diminuendo l'enorme numero dei processi".

Mantovano - Crosetto (Pdl): Meno sicurezza con svuota carceri - È calato il livello di sicurezza nel primo mese di applicazione del cosiddetto decreto svuotacarceri. Lo rilevano i deputati Alfredo Mantovano e Guido Crosetto (Pdl), che hanno presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, e al ministro della Giustizia, Paola Severino. Nei primi 30 giorni di applicazione delle nuove misure, in particolare quella che reintroduce le camere di sicurezza per i gli arrestati in flagranza di reato, c'è stato, secondo i due parlamentari, «un calo del numero degli arresti in flagranza, preferendosi al loro posto la denuncia a piede libero; quindi, un corrispondente calo del livello di sicurezza, derivante dalla permanenza in libertà di persone che, nel contesto normativo antecedente, sarebbero state tratte in arresto; a ciò si aggiunge il disagio nel dover comunque organizzare ex novo il servizio delle camere di sicurezza, distogliendo risorse umane e finanziarie dai compiti propri delle forze di polizia, in un momento in cui i tagli impongono l'uso più razionale delle risorse medesime». Per questo Mantovano e Crosetto chiedono ai due ministri informazioni con riferimento: al confronto fra il numero degli arrestati in flagranza nel primo mese di applicazione e il numero degli arrestati nel mese precedente; al numero delle camere di sicurezza oggi disponibili e alle condizioni nelle quali si trovano; alle spese finora sostenute per tale allestimento e a quelle che si prevede debbano sostenersi per la piena funzionalità del nuovo sistema; al numero di unità di Polizia di Stato e di Carabinieri impegnati quotidianamente per la sorveglianza e per la funzionalità delle camere di sicurezza, dal momento dell'entrata in vigore del decreto, e ai compiti dai quali per tale impiego sono stati sottratti.



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