Dl carceri/ Il Governo ottiene la fiducia alla Camera
Il governo ha incassato la fiducia della Camera sul decreto 'svuota carceri' con 420 si', 78 no e 35 astenuti. A favore hanno votato Pdl, Pd e terzo Polo, contrari Lega, Idv e Noi Sud. Astensione dei radicali. In dissenso dal gruppo il deputato Pdl Carlo Ciccioli ha votato no alla fiducia. Il voto finale sul provvedimento e' previsto per martedi' prossimo. Nel voto di fiducia del 18 novembre scorso i si' erano stati 556, il 16 dicembre sulla manovra 495, mentre il 26 gennaio sul dl milleproroghe erano ulteriormente scesi a 469. Tra i punti principali del decreto legge sulle carceri del ministro Severino ci sono: la destinazione agli arresti domiciliari, in prima istanza, degli arrestati in flagranza per reati minori di competenza del giudice monocratico in seconda istanza le camere di sicurezza; la possibilita' di scontare gli ultimi 18 mesi di pena residua ai domiciliari (si estende di 6 mesi quanto era gia' stato previsto dal ddl Alfano); la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (gli opg) entro il 31 marzo 2013.
La norma piu' contestata del decreto carceri, su cui oggi la Camera ha votato la fiducia, e' quella introdotta al Senato con un emendamento a prima firma Luigi Lusi (Pd), che retrodata al primo luglio 1988 la possibilita' di chiedere risarcimento per ingiusta detenzione. Per quanto il governo e i relatori e i gruppi di maggioranza alla Camera abbiano espresso perplessita' sull'articolo (il 3-bis), si e' deciso di non sopprimerla per non far tornare il testo in terza lettura a Palazzo Madama mettendone a rischio la conversione in legge (il dl scade 20 febbraio). Pdl, Pd e Terzo Polo (Udc, Fli, Api) hanno pero' presentato un ordine del giorno, che sara' votato in aula martedi' prossimo, per chiedere un impegno al governo a rimediare agli effetti di disparita' che si creerebbe tra chi ha subito un torto per ingiusta carcerazione dal primo luglio '88 in poi e chi prima di quella data.
SEVERINO, NESSUNA RESA STATO E NESSUNO SCARICABARILE - Sicuramente "non uno svuota carceri, ma un salva carceri". Il ministro della Giustizia fa appello anche alla responsabilita' dei media nell'informare i cittadini sul decreto che ha appena ottenuto la fiducia della Camera e che martedi' sara' di nuovo in aula per il voto finale. Fa parte di "un mosaico in cui va inserito, altrimenti si danno informazioni parziali ai cittadini", aggiunge. Oltre a "questo provvedimento c'e' un disegno di legge gia' passato in Consiglio dei ministri per affrontare la problematica carceraria in maniera piu' completa" Severino respinge al mittente le definizioni di chi, Di Pietro e Lega, hanno parlato rispettivamente di resa dello stato e di scaricabarile: il provvedimento "non e' ne' l'uno ne' l'altro. Nel suo contenuto non troverete che chi delinque viene messo fuori dal carcere, ne' uno scaricabarile". Il decreto serve ad evitare l'effetto "dannoso delle porte girevoli che vede entrare ed uscire dagli istituti nel giro di tre giorni circa 23mila persone in un anno, spiega ancora. E sara' sempre un magistrato a stabilire chi verra' "ritenuto meritevole di stare ai domiciliari" osserva e ribadisce: "io credo nella effettivita' della pena".
SEVERINO, DA OPG NON USCIRANNO MALATI PERICOLOSI - «Nessuno ha mai pensato di rilasciare, in libertà, persone pericolose». Lo ha detto il guardasigilli Paola Severino a proposito delle preoccupazioni conseguenti alla chiusura, prevista dal decreto 'svuota carcerì degli ospedali psichiatrici giudizi. «Lo stato di detenzione - ha precisato - rimarrà per i malati con disturbi mentali che hanno compiuto delitti, ma, con questa riforma sarà incentivata la loro cura». Con la chiusura dei sei cosiddetti manicomi giudiziari finirà «la vergogna degli 'ergastoli bianchì», ha aggiunto Severino, spiegando che con la chiusura degli Opg, «le persone che sono guarite dalla malattia mentale, perchè ci sono studi scientifici che attestano che si può guarire, e non sono più socialmente pericolose, verranno aiutate a tornare alla vita normale e non saranno più parcheggiate in una sorta di 'carcere a vità per la mancanza di qualcuno che si prenda cura di loro». Il ministro ha raccomandato alla stampa di fare chiarezza, e non provocare allarmismi, su questa parte del provvedimento per deflazionare il sovraffollamento carcerario.


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