Carceri/ Al Senato il decreto legge che contrasta il sovraffollamento
Contrastare il fenomeno del sovraffollamento degli istituti penitenziari. Nasce con questo obiettivo il decreto legge in discussione al Senato. Primo passo, il divieto di condurre la persona arrestata alla casa circondariale, divieto cui è possibile derogare solo qualora non sia possibile assicurare altrimenti la custodia dell'arrestato da parte degli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, ad esempio per l'indisponibilità di locali idonei, per ragioni di salute e per ogni altra ragione di necessità.

Nei casi in cui sia il pubblico ministero, a presentare l'imputato al giudice monocratico per la convalida dell'arresto e il contestuale giudizio direttissimo, viene soppressa, per fini acceleratori, la disposizione che consente di fissare l'udienza non entro le quarantotto ore dall'arresto. L'udienza, stando al provvedimento in esame, andrà fatta entro le quarantotto ore successive alla richiesta del pubblico ministero.
"Queste modifiche - si legge nel decreto del Governo - consentiranno di limitare - significativamente il numero dei detenuti che vengono condotti nelle case circondariali per periodi di tempo brevissimi". Previsione importante del provvedimento, l'integrazione delle risorse finanziarie da destinare al potenziamento delle strutture penitenziarie. Risorse che saranno rinforzate anche da un ulteriore modifica del decreto legge in esame, ossia l'innalzamento da dodici a diciotto mesi della soglia di pena detentiva per l'accesso alla detenzione presso il domicilio. Innalzamen to che "puo` determinare risparmi di spesa pari a 375.318 euro al giorno, per un numero aggiuntivo di 3.327 detenuti".
Altra novità di grande rilievo che sarà votato dall'aula, è la chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari, i vecchi manicomi criminali. Gli internati dovrebbero essere affidati alla sanità regionale, le vecchie strutture vendute per finanziare la costruzione di sedi idonee al trattamento dei condannati malati psichiatrici.
STADERINI (RADICALI): LA GIUSTIZIA E' IN BANCAROTTA, SERVE AMNISTIA - "Apprezziamo la sensibilita' del ministro Severino perche' la situazione e' grave". E' il commento di Marco Staderini (Radicali) alla riforma della giustizia, in diretta a Tgcom24. E sul tema dell'amnistia aggiunge: "Il problema sara' l'opposizione demagogica di Lega e Idv che sbandiereranno la messa in liberta' di detenuti. Di fatto noi siamo convinti che l'amnistia sia l'unico modo plausibile per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. L'amnistia non e' rivolta solo alle condizioni disumane de detenuti e delle guardie carcerarie, bensi' alla bancarotta del sistema italiano, diminuendo l'enorme numero dei processi".
MANTOVANO-CROSETTO (PDL): MENO SICUREZZA CON SVUOTA CARCERI - È calato il livello di sicurezza nel primo mese di applicazione del cosiddetto decreto svuotacarceri. Lo rilevano i deputati Alfredo Mantovano e Guido Crosetto (Pdl), che hanno presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, e al ministro della Giustizia, Paola Severino. Nei primi 30 giorni di applicazione delle nuove misure, in particolare quella che reintroduce le camere di sicurezza per i gli arrestati in flagranza di reato, c'è stato, secondo i due parlamentari, «un calo del numero degli arresti in flagranza, preferendosi al loro posto la denuncia a piede libero; quindi, un corrispondente calo del livello di sicurezza, derivante dalla permanenza in libertà di persone che, nel contesto normativo antecedente, sarebbero state tratte in arresto; a ciò si aggiunge il disagio nel dover comunque organizzare ex novo il servizio delle camere di sicurezza, distogliendo risorse umane e finanziarie dai compiti propri delle forze di polizia, in un momento in cui i tagli impongono l'uso più razionale delle risorse medesime». Per questo Mantovano e Crosetto chiedono ai due ministri informazioni con riferimento: al confronto fra il numero degli arrestati in flagranza nel primo mese di applicazione e il numero degli arrestati nel mese precedente; al numero delle camere di sicurezza oggi disponibili e alle condizioni nelle quali si trovano; alle spese finora sostenute per tale allestimento e a quelle che si prevede debbano sostenersi per la piena funzionalità del nuovo sistema; al numero di unità di Polizia di Stato e di Carabinieri impegnati quotidianamente per la sorveglianza e per la funzionalità delle camere di sicurezza, dal momento dell'entrata in vigore del decreto, e ai compiti dai quali per tale impiego sono stati sottratti.


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