Fiori e piante per imparare... la legalità
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Grazie ad un accordo tra la direzione penitenziaria di Secondigliano il tribunale di sorveglianza e l'assessorato all'Ambiente del comune di Napoli, ai detenuti del carcere di Secondigliano sarà data la possibilità di tenere lezioni di giardinaggio all'interno del carcere. L'iniziativa darà ai reclusi un lavoro, la possibilità di imparare un mestiere e forse la speranza di potersi riscattare una volta liberi. I corsi saranno tenuti da giardinieri e agronomi del posto, che avranno il compiti di insegnare ai detenuti tutto sulla florovivaistica, le piante e i fiori coltivati nelle serre del penitenziario contribuiranno ad arricchire di "colore" i parchi e le strade di Napoli. Grazie a questo progetto i parchi e le piazze di Napoli saranno forniti di fiori e piantine prodotti e lavorati all’interno delle serre della casa circondariale di Secondigliano.
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Un’iniziativa molto apprezzata dal sindaco Iervolino: “Sarebbe un grande successo se Napoli potesse dimostrare di essere la città del sole anche con molti fiori e se questi provengono dal carcere di Secondigliano, avremmo vinto una sfida. Ritengo che siamo alla presenza i un progetto che consente di vivere la pena in modo diverso ed offrire una speranza per il futuro”. A formare i detenuti saranno gli agronomi e i giardinieri del comune che hanno nel progetto il ruolo di docenti per le lezioni teoriche e di pratica florovivaistica.
”Il progetto – ha precisato l’assessore comunale all’Ambiente, Rino Nasti - coniuga due obiettivi: valorizzare le strutture presenti all’interno del carcere a fini produttive avviando un percorso di recupero sociale e migliorare lo standard del verde urbano che così sarà più ricco. I detenuti avranno inoltre l’opportunità di apprendere un mestiere che potrà agevolarne l’inserimento lavorativo dopo l’espiazione della pena”.
L’idea è stata molto apprezzata anche dai detenuti, perché rappresenta un’opportunità concreta di recupero. Così Liberato Guerriero, direttore del penitenziario: “Se parliamo di investimenti nelle attività trattamentale risentiamo delle restrizioni della spesa pubblica. Il penitenziario ospita 1200 detenuti, tanti sono in attesa di giudizio. Chi già è stato condannato può essere avviato un trattamento di rieducazione. Noi abbiamo all’interno del carcere una falegnameria la mettiamo a disposizione di una cooperativa per dare lavoro a chi opera in questa falegnameria. Possono prenderla in gestione gratuitamente basta che i detenuti vengano pagati”. Le produzioni programmate dal progetto sono di 5mila piante da fiore stagionali in vaso e 500 arbusti della flora mediterranea.



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