Il Senato vota il decreto 'svuota carceri'

Giovedì, 26 gennaio 2012 - 08:21:00

Il decreto legge del Governo sul sovraffollamento delle carceri è passato al vaglio dell'aula del Senato con 226 sì. Sono stati 40 i voti contrari, 8 gli astenuti. Domiciliari o camere di sicurezza per gli arrestati in flagranza per reati non gravi, entro 48 ore dal fermo, prolungamento da 12 a 18 mesi del periodo di fine pena che si può scontare presso il proprio domicilio, chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Sono i punti principali del decreto, approvato questa sera dal Senato, che introduce alcune misure per affrontare il problema del sovraffollamento carcerario, problema che il ministro Paola Severino, fin dalla sua nomina, ha detto di considerare urgente, drammatico e prioritario. 

carcere galera 2

Il decreto, la cui discussione in Aula ha avuto qualche battuta d'arresto e momenti di tensione, dopo un iter piuttosto rapido in commissione Giustizia, era stato approvato dal Consiglio dei ministri il 16 dicembre scorso, pubblicato i Gazzetta ufficiale il 22, e deve dunque essere convertito in legge entro il 20 febbraio. Ora il testo passa all'esame della Camera per la definitiva conversione in legge. I tempi sono stretti ma il ministro della Giustizia, Paola Severino ha espresso l'auspicio di non dovere ricorrere al voto di fiducia. La sostanziale novità del provvedimento è la possibilità, al momento dell'arresto in flagranza e per reati non gravi, e in attesa del pronunciamento del magistrato, che la persona fermata non sia condotta, per le prime 48 ore, ai domiciliari, in prima istanza, poi nelle celle di sicurezza delle questure, e solo come estrema ratio in carcere. Una norma pensata e sostenuta dal ministro Severino come la soluzione al fenomeno delle 'porte girevolì, per il quale circa 21mila persone ogni anno entrano in carcere e ne escono dopo 2 o 3 giorni, incidendo in modo consistente sul sovraffollamento.

E con 175 voti favorevoli, 66 contrari e 27 astenuti, l'aula del Senato ha approvato l'emendamento della Commissione giustizia per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, fissata al 31 marzo 2013. Alla proposta della commissione ha dato parere favorevole la Bilancio che ha subordinato il suo si' alla condizione che si rispettino una serie di presupposti sul fronte della copertura finanziaria. Nel testo si stabilisce che in ciascuna Regione deve essere concluso uno specifico accordo con l'amministrazione penitenziaria per individuare una o piu' strutture sanitarie, fra quelle in possesso dei requisiti minimi per le strutture residenziali psichiatriche, da destinare alla sostituzione dell'Opg di riferimento. Inoltre, si stabilisce che devono essere definite le rispettive competenze nella gestione delle strutture sostitutive individuando le funzioni del servizio sanitario nazionale e quelle di competenza dell'amministrazione penitenziaria. Vengono anche istituiti presidi di sicurezza e vigilanza situati lungo il perimetro delle strutture, dunque all'esterno dei reparti in cui le strutture si articolano.

 



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