Da Torino alla Spagna: 2.200 km in bici per i cani delle perreras
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LO SPECIALE DI AFFARI Cani randagi: Troi ad Affaritaliani.it: "Nel business 'ndrangheta e politica" IL FORUM Eutanasia o no per i cani randagi che soffrono? IL CASO LA REPLICA I NUMERI |
Non solo arte, cultura e bei paesaggi. La Spagna è anche la patria delle perreras e della corrida, teatro di terribili violenze e maltrattamenti ai danni degli animali. Ma un gruppo di bikers-animalisti ha deciso di ribellarsi contro questi fenomeni di brutalità di cui restano vittime, tra gli altri, cani e tori.
I tre amici, Paolo Barbon, Cristiano Masi e Paolo Balestrazzi, hanno ideato il progetto "Bike for pets": http://www.bikeforpets.com/. Si tratta di una vera e propria maratona su due ruote: il mezzo scelto è la bicicletta e i tre partiranno da Torino e attraverseranno Francia e Spagna per raggiungere, dopo 2.200 chilometri di pedalate, la città di Siviglia, in Andalusia.
E' il sito dell'Enpa a riportare l'iniziativa: "Partiremo il prossimo agosto – racconta uno degli organizzatori, Paolo Balestrazzi – per sensibilizzare l'opinione pubblica sul vergognoso scenario delle perreras e sulla corrida. Toccheremo il maggior numero possibile di perreras, prenderemo contatto con le organizzazioni animaliste del luogo e organizzeremo sit in di protesta di fronte ai luoghi dei massacri, con la speranza di far conoscere al maggior numero di persone questa triste realtà. Speriamo di riuscire a riportare con noi qualche cucciolone da far adottare, sottraendolo così a morte certa".
PERRERAS SPAGNOLE, L'AUSCHWITZ DEI CANI
Bruciano vivi i cani o semplicemente li fanno sparire. L'incubo delle Perreras spagnole (canili lager) si sta abbattendo su tutta Europa. Stufo del tuo cane? Paga e ci pensiamo noi. Peccato che i cani finiscono in forni a legna o nell'acido. Solo a qualche piccolo di razza è concessa la grazia per essere venduto a prezzi esorbitanti. Il modello si espande, scatenando lo sgomento delle associazioni animaliste.
La difesa degli animali varca i confini nazionali e l'Italia è in prima linea per salvare i cani delle perreras spagnole. Questi canili non sono altro che dei luoghi di passaggio dove vengono portati i cani randagi, che dopo dieci giorni possono essere soppressi. Sono proprio i Comuni a pagare 80 euro per far 'sparire' un animale. Una sorta di Aushwitz per gli amici a quattro zampe. Le autorità spagnole per liberarsi dal problema dei cani in strada ricorrono, così, all'eutanasia. Per questo Edoardo Stoppa, inviato di 'Striscia la notizia' ha documentato, viaggiando per la Spagna, la crudeltà delle perreras e ha contribuito a salvare oltre 30 cani randagi. Infatti, insieme all'associazione 'Una zampa per la Spagna' e con i fondi raccolti dalla campagna 'Progetto Spagna' è stato possibile far arrivare in Italia questi randagi, prelevati dalla perrera di Rotaguau, per dargli un'assistenza e una famiglia, che se ne prenda cura.
L'Aidaa (Associazione Italiana in Difesa di Animali e Ambiente) però va oltre a quest'iniziativa e ha presentato una petizione ufficiale al Parlamento Europeo per ottenere la condanna della Spagna per la mancata ratifica della Convenzione Europea dei diritti degli animali di compagnia. Infatti la legge prevede il carcere fino a 2 anni per chi uccide gli animali di affezione e fino a 15 mesi per chi maltratta i cani ed i gatti. Inoltre hanno denunciato la stessa nazione iberica per il massacro dei 30.000 cani che ogni anno vengono uccisi nelle perreras.


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