Puglia, boom di volontari
Dedicare tempo a chi è più svantaggiato. Sempre più italiani si mettono al servizio degli altri. Un italiano su dieci, secondo la recente indagine Istat, come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, svolge attività di volontariato: il 10% delle persone è impegnato in attività gratuite, il 9,7% in associazioni culturali, il 16,8% versa soldi a un’associazione. Le attività di volontariato coinvolgono il 13,5% dei cittadini al Nord, l’8% al Centro e il 6,4% nel Mezzogiorno. Ma, al di là dell’aspetto etico, sicuramente decisivo, si sta cominciando a creare attorno a quest’universo una interessante economia no profit che, anno dopo anno, si rivela come uno dei più promettenti fattori di crescita in una fase di pesante recessione. Al Nord come al Sud. Anzi, nelle regioni meridionali si sta avendo, soprattutto negli ultimi tempi, un’interessante e positiva accelerazione di queste attività. Come testimoniano le cifre, rese note dall’Isfol nel corso di un seminario sul Mezzogiorno tenutosi a Catania nell’ambito dell’anno europeo per il volontariato.
Attualmente sono operativi in Italia 78 Centri di Servizio del Volontariato. Al significativo incremento delle organizzazioni di settore, pari a oltre l’11%, hanno contribuito notevolmente proprio le regioni meridionali dove oggi se ne contano complessivamente 12.112, su un totale di 43.323, il 63% delle quali, pari a 27.309, risulta finora iscritto ai registri pubblici. La crescita di quelle iscritte nelle regioni meridionali è stata addirittura pari al 210%. Sono soprattutto la Puglia e la Sicilia ad aver registrato gli aumenti maggiori, rispettivamente più 307% e più 330%. Non c’è alcun dubbio sul fatto che il risveglio del Sud sul fronte del volontariato possa apportare notevoli benefici a un territorio economicamente meno sviluppato, dove inevitabilmente, proprio perché svantaggiato, esiste una rete di soggetti che vive situazioni di acuta fragilità sociale e individuale. E proprio nei territori meridionali l’Isfol avvierà fin dall’inizio del prossimo anno il progetto, P.E.R.S.E.O., acronimo che sta per Promuovere esperienze di rendicontazione sociale ed organizzativa: inizialmente sarà avviato in alcune aree meridionali pilota, con l’obiettivo di diffondere anche nel mondo del volontariato la cultura della rendicontazione sociale, nell'ottica di una sempre maggiore trasparenza delle organizzazioni, e al tempo stesso di favorire la crescita qualitativa di competenze degli operatori del settore. La sperimentazione riguarderà cento organizzazioni tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Ma l’aspetto forse più significativo e poco conosciuto anche da parte del mondo giovanile che, in particolare al Sud, è alla ricerca di un posto di lavoro, è costituito dall’occupazione che le attività di volontariato sono in grado di offrire: solo i Centri di Servizio contano 833 addetti a tempo pieno, di cui oltre il 94% costituito da dipendenti o parasubordinati a tempo pieno o part time, e il restante 6% circa da operatori autonomi o da professionisti.
Attualmente in Campania e in Puglia sono operativi, rispettivamente, cinque Centri di servizio, uno per ogni provincia, nella prima e 6 nella seconda. Tra Napoli, Salerno, Avellino, Benevento e Caserta le organizzazioni di volontariato censite nell’ultimo rapporto sono 295, ma il numero è in crescita: basta guardare quelle iscritte nei registri, che, secondo la più recente rilevazione, sono salite da 1.063 a 1.110. Non sono molte, anzi, considerando gli abitanti regionali, forse perché in Campania aumentano le organizzazioni non iscritte ma censite dai centri servizio, che sono altre 659. Alle organizzazioni di volontariato i centri campani offrono in prevalenza servizi di informazione, documentazione, oltre agli indispensabili finanziamenti e ad attività di promozione, ma anche vere e proprie consulenze e corsi di formazione. In Puglia, invece, ci sono 1.160 organizzazioni di volontariato iscritte, alle quali ne vanno aggiunte 1.710 non iscritte, per un totale di oltre 2.880. In Calabria sono aperte 5 sedi di Centri di Servizio, che coprono l’intero territorio regionale: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Le organizzazioni di volontariato nella regione, in base all’ultimo censimento, sono 643. Infine la Sicilia, dove il volontariato è davvero molto attivo, anche nel mondo giovanile: le organizzazioni sono 2.162, e si occupano soprattutto di welfare a favore di persone malate e in difficoltà e di minori.


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