Enti locali, "necessario coinvolgere i cittadini"
| Interrogazione a risposta scritta Il sottoscritto chiede di interrogare il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro della Pubblica Amministrazione per sapere – premesso che: la partecipazione sociale al bilancio può essere definita come il processo, organizzato e guidato dall’amministrazione, con il quale il cittadino viene chiamato a partecipare a scelte inerenti la destinazione di spesa di una parte del bilancio comunale; essa nasce dalla necessità di coinvolgere i cittadini per la risoluzione di problemi che riguardano il territorio in cui vivono, favorendone l’interessamento e la partecipazione, stimolandone la responsabilizzazione, puntando in tal modo al riavvicinamento alla politica intesa nel senso classico del termine, ossia come cura dell’interesse della comunità; già dopo le elezioni amministrative del 2001 circa venti Comuni hanno formalizzato l’interesse per l’adozione dello strumento partecipativo, nominando un assessore o un consigliere comunale delegato del Sindaco alla sperimentazione, portando così alla realizzazione di bilanci partecipativi e bilanci partecipati; il Comune di Grottammare rappresenta l’esempio più antico di tale sperimentazione, in auge dal 1994, ottenendo risultati apprezzabili dal punto di vista degli investimenti, della rimodulazione della tassazione locale e della destinazione dei fondi per i servizi pubblici; l’esperienza estera più significativa, in questo senso, è quella della città brasiliana di Porto Alegre, i cui ragguardevoli risultati raggiunti, certificati anche nel vertice Onu di Istanbul e dalla Banca Mondiale, hanno portato alla diffusione di questo modello partecipativo in oltre 140 altre città dell’America meridionale, riprese poi negli anni più recenti anche da realtà di Paesi europei, come Francia, Inghilterra, Spagna e Germania; tutto ciò premesso, si chiede di sapere: se il Ministro dell’Economia e delle Finanze e della Pubblica Amministrazione ravvedono l’utilità nell’applicazione su vasta scala negli enti locali di questo procedimenti di partecipazione popolare nell’attuale momento storico, politico ed economico, emanando apposite linee di indirizzo; se è possibile prevedere, in sede parlamentare, l’approfondimento di questo genere di strumenti che possano favorire la partecipazione popolare, l’esercizio della democrazia negli enti locali, la conoscenza del funzionamento dell’amministrazione della cosa pubblica e la formazione della coscienza civica dei cittadini. |
"In un momento particolare per l’economia, nel quale tutti i Paesi membri della Ue sono alle prese con manovre economiche correttive e riduzione dei trasferimenti di fondi agli enti locali, è necessario che i cittadini siano coinvolti in un processo di responsabilizzazione nella comprensione delle scelte delle amministrazioni comunali e di partecipazione sulle decisioni di spesa". È quanto afferma Rocco Girlanda, deputato Pdl, membro della commissione Bilancio della Camera nel presentare un’interrogazione ai ministri Tremonti e Brunetta.
![]() Rocco Girlanda |
"L’attuale crisi economia sta producendo cambiamenti importanti nell’economia globale e ciò avrà inevitabili ripercussioni nei bilanci statali, che è tuttora necessario rimodulare a fronte delle nuove esigenze con uno spiccato senso di realismo e di percezione delle nuove necessità. In questo senso è assurdo sia aggrapparsi a modelli economici determinatisi in altri momenti storici, sia rendersi conto che è finita l’epoca dei fondi a pioggia, dei finanziamenti facili, degli sprechi e della moltiplicazione degli enti. In questo senso un grande sforzo è richiesto ai Comuni, la cui amministrazione sarà d’ora in avanti più difficile e gravata da un ulteriore senso di responsabilità. Anche a fronte del grande “chiasso mediatico” intorno alla manovra, è necessario che i cittadini prendano coscienza delle reali priorità e possibilità in ambito amministrativo, soprattutto in sede di bilancio".
"In questo senso strumenti come la partecipazione sociale al bilancio – che ha precedenti sia in Italia che all’estero e vede anche la presenza di un coordinamento nazionale nato nel 2005 sulla base di queste esperienze – possono essere molto utili per assolvere un duplice compito. In primo luogo riavvicinare i cittadini alla politica, renderli partecipi delle scelte dell’amministrazione e dar loro facoltà di parola – attraverso l’istituzione di appositi luoghi di confronto gestiti da un’assessore o un consigliere con delega del sindaco – nella destinazione d’uso dei fondi pubblici, smorzando così anche le polemiche più o meno mediatiche sulla gestione della cosa pubblica che assumono sempre più – a livello locale come nazionale – l’aspetto di una teatrino".
"In secondo luogo le stesse amministrazioni possono accrescere il proprio consenso sfruttando la partecipazione popolare e i suoi consigli, lavorando così indirettamente per la formazione di una classe dirigente preparata e di una comunità con una reale coscienza civica. Tutto questo anche e soprattutto a fronte del nuovo sistema federale, per cui le risorse rimangono maggiormente nel proprio territorio, e della necessità di quella trasparenza amministrativa che è garanzia per la politica e i cittadini. Personalmente ritengo che questo strumento – conclude Girlanda – possa essere molto utile e invito le realtà municipali a documentarsi sulle esperienze delle realtà italiane – il Comune di Grottammare su tutte – e straniere e valutare la possibilità di una sua adozione sperimentale nei consigli comunali".



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