Il 2010 di Banca Etica si chiude in positivo
Un 2010 chiuso in positivo e un 2011 che promette buoni risultati: è il quadro emerso dall’assemblea generale dei soci di Banca Etica, riunita lo scorso sabato per approvare il bilancio di attività. A fine 2010 l’utile è stato di 1 milione e 32mila euro, di cui il 10% sarà destinato in beneficenza a favore della Fondazione culturale Responsabilità etica.
Nonostante la crisi l’incremento dei volumi registrato è stato consistente: la raccolta diretta ha raggiunto quota 660mila euro, con un +4,4% rispetto al 2009, ben al di sopra della media del sistema bancario italiano, che ha raggiunto il +2%. È andata bene anche per gli impieghi, che volano a 440mila euro, con un balzo del +24% sul 2009, dato molto superiore rispetto al 7,9% della media rilevata dall’Abi. Buoni anche i risultati dei fondi comuni di investimento di Etica sgr: +31,8%. “Banca Etica sta riuscendo a mantenere un livello decisamente contenuto di sofferenze, ferme allo 0,39% dei finanziamenti in essere contro il 2% della media del sistema bancario italiano” spiega il direttore generale, Mario Crosta. “Nel 2010 – aggiunge – abbiamo lanciato nuovi prodotti con una particolare attenzione al web e all'operatività a distanza”.
Tra le nuove iniziative figurano infatti il “Conto In Rete” e il “Fund Facility”, una piattaforma informatica che semplifica la gestione della raccolta fondi e degli incassi per le associazioni e le cooperative. Crosta fa il punto anche sul piano di crescita della rete commerciale: alle 14 filiali già esistenti si aggiungeranno nel 2011 le nuove aperture di Ancona e Trieste. L’anno in corso, quindi, si preannuncia intenso e sta già riservando dei risultati: crescono i soci (sono oltre 35 mila), il capitale sociale e i volumi.
“La crisi ha portato a manovre economiche che impattano negativamente su politiche sociali, ricerca, istruzione, enti locali e cooperazione allo sviluppo – è il commento del presidente Ugo Biggeri -. Per questo Banca Etica sente di avere il compito di accompagnare lo sforzo collettivo per sostenere le cooperative, le associazioni e tutte le imprese sociali che lavorano per dare risposte a esigenze di welfare e di tutela dell'ambiente lasciate scoperte dal settore pubblico”. In questo senso si muove la campagna di capitalizzazione in corso: “Capitalizzare la banca significa rafforzarla dal punto di vista patrimoniale permettendole di assorbire i rischi connessi all'operatività e di sviluppare i volumi - sottolinea -: in poche parole per ogni mille euro di nuovo capitale sociale conferito dai soci la Banca potrà erogare 12mila euro di prestiti in più alle imprese sociali”.



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