Testi ad hoc per ipovedenti, no ai tagli. L'appello
di Ivan Vadori
| Ipovedenti, "Il Governo non tagli i fondi alla Biblioteca di Monza". LA LETTERA DI UNA MAMMA |
Il direttore della Biblioteca Italiana per Ciechi “R. Margherita” ONLUS, dott. Pietro Piscitelli, lancia l’appello contro i tagli governativi al proprio istituto: “Crediamo nella sensibilità delle istituzioni”.
In occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità, il Presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano, ha sostenuto un intervento a favore di una società inclusiva, partendo dall’abbattimento degli ostacoli per i cittadini disabili.
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Le parole di Napolitano, non avrebbero certo previsto che nella finanziaria 2010 fossero ingenti i tagli governativi per la Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita” ONLUS di Monza. Il contributo che lo Stato riconosce annualmente alla Biblioteca - fissato dalla legge 260/2002 in 4 milioni di € -, in attuazione delle più recenti disposizioni in materia di politica economica, sarà ridotto per l'anno in corso e per il prossimo triennio a 1.350.000 €. Dal 1928 l’istituto si occupa di provvedere a fornire strumenti didattici per studenti ciechi e ipovedenti, in tutto il territorio nazionale.
Affaritaliani intervista il dott. Pietro Piscitelli, Direttore della Biblioteca Italiana per Ciechi “R. Margherita”, per approfondirne la questione.
Dott. Piscitelli di cosa si occupa la Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita” di Monza?
“Da oltre 80 anni, il nostro Istituto è la principale biblioteca di riferimento in Italia per soggetti affetti da cecità o ipovisione. Produciamo i libri in linguaggio Braille per i nostri studenti ciechi, a caratteri ingranditi per i soggetti ipovedenti, testi digitali per chi usa il PC. Con l’avvento del computer abbiamo potuto ridurre i tempi di stampa. Cerchiamo di stare al passo con i tempi della tecnologia, per avvantaggiare i nostri utenti. Con la legge n. 52 del gennaio 1994 ci sono stati concessi dei fondi pubblici per contribuire all’attività da noi svolta. Il nostro sito è www.bibciechi.it”.
Perché è fondamentale la vostra operosità?
“Senza la nostra presenza i ragazzi avrebbero poca possibilità di accedere a questi testi. Nella scuola italiana non è garantita un’accoglienza soddisfacente agli scolari ciechi o ipovedenti. Per mancanza di fondi spesso, non si possono avere i sussidi didattici necessari che risolverebbero i problemi di apprendimento per i ragazzi che non sono in grado di beneficiare della vista. In diversi casi gli alunni sono affidati al caso, molti di loro non hanno l’insegnante di sostegno. Noi come Biblioteca, l’ U.I.C. (Unione Italiana Ciechi), la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, ognuno per le sue competenze cerca di dare un contributo, affinchè questi nostri studenti non si sentano abbandonati. Per la legge n. 517 del 1977, i ragazzi ciechi e ipovedenti sono equiparati agli studenti normodotati, quindi la scuola è comune a tutti”.
Quanto è difficile studiare in Italia per un ragazzo cieco?
“E’ problematico nella misura in cui non si trovano le disponibilità delle persone a sostenere il suo studio, e gli strumenti per la didattica adeguati alla sua disabilità. Se penso che il ragazzo non possa avere l’insegnate di sostegno idoneo, i testi adeguati è chiaro che ci troviamo in un caso di emarginazione e non di integrazione del soggetto”.



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