Una carta per i detenuti
| Dove Basaglia non è arrivato. Leggi il numero di maggio-giugno di Carte Bollate |
Quante volte leggiamo sui giornali titoli del tipo: "E' già libero dopo solo 16 anni"? L’applicazione di misure alternative che consente l’abbassamento della recidiva dal 70 al 27 per cento, spesso è trattata come una forma di buonismo che rende incerta la pena, ignorando le norme giuridiche che la regolano.
Nel numero di maggio-giugno di Carte Bollate è presentata la "carta del detenuto", un codice etico/deontologico per regolamentare l’informazione sul carcere, concordata con l’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e che nelle prossime settimane verrà sottoscritta a Milano. Ne parla Mario Consani, consigliere dell’ordine dei giornalisti della Lombardia.
Sempre nel numero il Dossier curato da Susanna Ripamonti e Francesco Garaffoni dedicato ai 6 ospedali psichiatrici giudiziari italiani, una terra di mezzo che non è né carcere né manicomio ma raccoglie il peso di entrambi. Qui la legge Basaglia non è mai arrivata ma sembra non esistere nessuna legge e nessuna cura, se non il contenimento farmacologico.
E ancora nelle prime pagine Silvia Palombi e Nino Spera parlano dei referendum e di come si vota in carcere. H’mam Habib, tunisino, racconta la rivoluzione del nord africa. E Enrico Lazzara parla dei tagli alla legge Smuraglia che rendono più difficile il lavoro per i detenuti.



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