Il "tesoro" del barbone bruciato a Bolzano/ Hans viveva fra i rifiuti ma aveva case, terreni e 250mila euro in banca

La vita da clochard, per Hans, non era quindi una necessità, ma una scelta precisa: scelta di libertà, aveva ribadito lui alla cugina che, dopo la morte della madre, lo aveva rintracciato fra la spazzatura nei giardini di fronte alla stazione di Bolzano, per dirgli che era l'unico erede di quel "tesoro". "Sono felice, ho tutto, i soldi non mi servono", aveva detto lui, aggiungendo solo che avrebbe portato un fiore sulla tomba della madre.
Lui che, nato nel 1945 a Laives e trasferitosi poco dopo a Brunico con la famiglia, a un certo punto era letteralmente fuggito dalla sua casa, dalla sua famiglia, dalla sua vita "regolare", dalle regole imposte dalla società. Mollando tutto. A nulla erano serviti i tentativi della madre di riportarlo a una vita "normale".
Ora Hans sarà seppellito accanto alla madre, nel cimitero di Brunico. L'eredità andrà forse a qualche cugino, chissà. Tanto, a lui, non importava.


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