Badanti/ Al via il corso su assicurazioni, bollette e diritti
Come affittare una casa e come accendere un mutuo, ma anche come usufruire delle garanzie degli elettrodomestici e come contestare una bolletta che non si ritiene giustificata: sono alcuni esempi degli argomenti affrontati nella guida per assistenti familiari, pubblicata da Adiconsum e Movimento Difesa del Cittadino nell'ambito del progetto "Badanti Informate, Famiglie Protette", finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
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Il progetto prevede la realizzazione di 20 corsi di una giornata, in cui verranno trattate le principali problematiche del consumo, i diritti di cittadinanza e elementi di base di primo soccorso. Si tratta di corsi destinato a colf e badanti - che nel 70 per cento dei casi sono straniere e quindi possono avere maggiori difficoltà ad affrontare procedure burocratiche – ma anche ad anziani e datori di lavoro.
I corsi, che cominceranno all'inizio del 2011, si svolgeranno nei 36 sportelli di Adiconsum e Movimento Difesa del Cittadino dislocati su in tutte le regioni italiane. Gli sportelli delle due associazioni offriranno inoltre consulenza gratuita sui principali temi del consumo e dei diritti, insieme al numero verde 800 864 754 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13).
"Attivandoci per la qualificazione delle badanti, intendiamo proteggere le famiglie", ha dichiarato Riccardo Comini, Segretario Nazionale di Adiconsum. "Per noi sono consumatori sia gli anziani e le famiglie che ne hanno bisogno, sia le badanti stesse che in Italia svolgono un ruolo sussidiario fondamentale rispetto al welfare pubblico", ha continuato Comini che ha sottolineato come i corsi e la consulenza approfondiranno anche il tema delle regole previste dal contratto di lavoro domestico, seguite in particolare da Caf-Cisl. Antonio Longo, presidente di Movimento Difesa del Cittadino (Mdc), ha affermato come con questa iniziativa si voglia "migliorare e rendere ancora più qualificato" il lavoro di colf e bandanti "che oggi costituiscono sostegno indispensabile alle famiglie", "riempiendo in molti casi le carenze del servizio pubblico e socio-assistenziale italiano".
I NUMERI - Sono 1,5 milioni i lavoratori domestici in Italia. E’ quanto emerge dall’Indagine “Dare casa alla sicurezza”, curata dal Censis con il contributo del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Sono 2 milioni 412 mila le famiglie italiane che ricorrono ai servizi di collaboratori domestici (una su dieci), che nel 2009 hanno raggiunto come detto la cifra record di 1 milione 538 mila (+42% rispetto al 2001,quando erano 1 milione e 83 mila).
Il profilo della collaboratrice domestica. Badante e colf sono per l’82,6% donne. La maggior parte è straniera (71,6%) e proviene dall’Europa dell’Est: Romania (19,4%), Ucraina (10,4%), Polonia (7,7%) e Moldavia (6,2%). Numerosi sono anche i filippini: il 9%del totale. Il 51,4% ha meno di 40 anni (il 57,3% tra gli stranieri). Quanto al livello di istruzione, quello di colf e badanti straniere è più alto delle loro colleghe italiane: il 37,6% possiede un diploma di scuola superiore e il 6,8% una laurea, contro rispettivamente il 23,2% e il 2,5% dei collaboratori domestici italiani.
Attività lavorativa. La maggioranza (55,4%) lavora per una sola famiglia, mentre il 44,6% è “pluricommittente”: il 15,4% lavora per due famiglie, il 13,6% per tre, il 9,8%per quattro e il 5,7% per più di quattro. Il 26,5% alloggia presso la famiglia per cui lavora. In media, l’anzianità di servizio è attorno a 7 anni, con il 33,1% dei collaboratori domestici impiegati da meno di 4 anni, il 26,1% da 4-6 anni e il 17,3% da oltre 10 anni. La paga mensile media è di 900 euro netti. La maggioranza guadagna meno di 1.000 euro netti al mese: il 22,9% meno di 600 euro, il 20,2% da 600 a 800 euro, il 24,5% tra 800 e 1.000 euro.Ma per una fetta consistente dei collaboratori domestici (il 32,4%) la retribuzione netta mensile supera la soglia dei 1.000 euro (il 14,6% guadagna più di 1.200 euro). Da una precedente indagine Censis risultava inoltre che il 62% di colf e badanti lavora ''in nero'' o con ''un'evasione contributiva parziale''.



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