"Dalla politica solo disprezzo per i giovani precari"
Martedì, 9 agosto 2011 - 17:28:00
«Ci attende un autunno difficile, maledettamente difficile. Questa crisi economica è un dramma vero e i tentativi di rianimare il Paese sono timidi, troppo timidi». Ne è convinto Pier Luigi Celli, un presente da direttore generale della Luiss e un passato in Eni, Enel, Olivetti e Rai, che in un'intervista ad “A”, il settimanale diretto da Maria Latella in edicola dal 10 agosto, parla del futuro dell'Italia.
"IL MONDO NON SI FIDA DI NOI" - «Che tristezza osservare questa Italia piegata, sfiduciata dalle grandi istituzioni internazionali, senza credibilità all’estero, incapace di affrontare l’emergenza. Non bastano i pannicelli caldi, il mondo ride di noi, non ci prende sul serio. Noi ci trastulliamo in giochini nazionali e, settimana dopo settimana, perdiamo forza, autorevolezza. Vuole una previsione? Recuperare sarà maledettamente complicato».
"BERSANI? HA PERSO TROPPE OCCASIONI" - Pier Luigi Celli attacca con decisione il ministro Brunetta e prende le distanze dai suoi show contro i precari. «È la sindrome di Napoleone: è facile montarsi la testa quando si è piccoli di statura. E pensare che mi è anche simpatico... Ma così non può davvero andare avanti. Non può continuare a straparlare. Non può continuare a disprezzare tutti. Che tristezza nemmeno il matrimonio è riuscito a pacificarlo». Nella lunga intervista pubblicata su “A” in edicola dal 10 agosto, il direttore generale della Luiss parla anche del Pd: «Bersani? Ero suo amico. Anche lui ha perso occasioni importanti. Per costruire un’alternativa bisognava parlare chiaro almeno in casa propria. C’è troppo inquinamento, troppa sporcizia e anche il Pd ha troppi scheletri nell’armadio». Poi Celli promuove Marchionne: «È uno bravo, uno tosto, uno che non guarda in faccia a nessuno».
"ALLE CENE E AI SALOTTI PREFERISCO I MIEI ALBERI E LA MIA STALLA" - «Io niente cene, niente mondanità. Non rinuncio alla dimensione piccola, al confronto con quelli a cui voglio bene. Ho fatto per tre anni il direttore generale della Rai ed ero sempre a casa. Maria Angiolillo era furiosa e si sfogava con mia moglie: io organizzo cene e tuo marito mi snobba». Celli, direttore generale della Luiss, nella lunga intervista pubblicata su “A” in edicola dal 10 agosto, racconta anche della sua vita privata e rivela i suoi no a Maria Angiolillo: «Non mi interessava fare piccole trame all’interno di un salotto che mette insieme i soliti nomi... Non mi interessava il chiacchiericcio di Vespa, Rossella, l’imprenditore di successo. Preferisco i miei alberi di ulivo e la mia stalla nel Salento».
"IL MONDO NON SI FIDA DI NOI" - «Che tristezza osservare questa Italia piegata, sfiduciata dalle grandi istituzioni internazionali, senza credibilità all’estero, incapace di affrontare l’emergenza. Non bastano i pannicelli caldi, il mondo ride di noi, non ci prende sul serio. Noi ci trastulliamo in giochini nazionali e, settimana dopo settimana, perdiamo forza, autorevolezza. Vuole una previsione? Recuperare sarà maledettamente complicato».
![]() La copertina di A in edicola dal 10 agosto |
"BERSANI? HA PERSO TROPPE OCCASIONI" - Pier Luigi Celli attacca con decisione il ministro Brunetta e prende le distanze dai suoi show contro i precari. «È la sindrome di Napoleone: è facile montarsi la testa quando si è piccoli di statura. E pensare che mi è anche simpatico... Ma così non può davvero andare avanti. Non può continuare a straparlare. Non può continuare a disprezzare tutti. Che tristezza nemmeno il matrimonio è riuscito a pacificarlo». Nella lunga intervista pubblicata su “A” in edicola dal 10 agosto, il direttore generale della Luiss parla anche del Pd: «Bersani? Ero suo amico. Anche lui ha perso occasioni importanti. Per costruire un’alternativa bisognava parlare chiaro almeno in casa propria. C’è troppo inquinamento, troppa sporcizia e anche il Pd ha troppi scheletri nell’armadio». Poi Celli promuove Marchionne: «È uno bravo, uno tosto, uno che non guarda in faccia a nessuno».
"ALLE CENE E AI SALOTTI PREFERISCO I MIEI ALBERI E LA MIA STALLA" - «Io niente cene, niente mondanità. Non rinuncio alla dimensione piccola, al confronto con quelli a cui voglio bene. Ho fatto per tre anni il direttore generale della Rai ed ero sempre a casa. Maria Angiolillo era furiosa e si sfogava con mia moglie: io organizzo cene e tuo marito mi snobba». Celli, direttore generale della Luiss, nella lunga intervista pubblicata su “A” in edicola dal 10 agosto, racconta anche della sua vita privata e rivela i suoi no a Maria Angiolillo: «Non mi interessava fare piccole trame all’interno di un salotto che mette insieme i soliti nomi... Non mi interessava il chiacchiericcio di Vespa, Rossella, l’imprenditore di successo. Preferisco i miei alberi di ulivo e la mia stalla nel Salento».



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