Ha recitato in un film, attrice iraniana condannata a 90 frustate e un anno di prigione
L'attrice iraniana Marzieh Vafamehr è stata condannata a un anno di prigione e a 90 frustate per il ruolo interpretato nel film 'My Teheran for Sale', che racconta le difficoltà incontrate dagli artisti nella Repubblica islamica. La notizia è stata diffusa da un sito internet di opposizione. "Marzieh Vafamehr è stata condannata a un anno di prigione e 90 colpi di frusta", si legge su Kalame.com, secondo cui l'avvocato della donna ha presentato appello contro la condanna, emessa sabato.

E nel mondo non si ferma la mano del boia. Nel giorno in cui si celebra la nona 'Giornata mondiale contro la pena di morte', Amnesty International si mobilita per chiedere la fine delle esecuzioni in Bielorussia, l'unico paese europeo che ancora applica le esecuzioni capitali. Secondo Roseann Rife, esperta di Amnesty sulla pena di morte, "almeno 400 prigionieri sono stati messi a morte in Bielorussia dal 1991, ma il numero effettivo delle esecuzioni resta sconosciuto a causa della segretezza che circonda l'uso della pena di morte nel paese".
I prigionieri vengono informati solo pochi minuti prima dell'esecuzione, che avviene mediante colpo di proiettile alla nuca. "La crudelta' della pena capitale in Bielorussia va ben oltre la fase dell'esecuzione", ha sottolineato Rife, "le famiglie vengono informate solo settimane o persino mesi dopo, i corpi dei prigionieri messi a morte non vengono consegnati e neanche viene reso noto dove siano stati sepolti". Il 23 settembre, ricorda Amnesty, la famiglia del condannato a morte Andrei Burdyka ha ricevuto una telefonata dal tribunale regionale di Grodno con cui e' stata avvisata che poteva recarsi al registro dell'anagrafe civile per ritirare il certificato di morte del congiunto. Burdyka e un altro uomo erano stati condannati a morte il 14 maggio 2010 per triplice omicidio. Si ritiene che entrambi siano stati messi a morte intorno alla meta' di luglio di quest'anno. La famiglia dell'altro uomo e' ancora in attesa di comunicazioni ufficiali.
IL TRAILER DI 'MY TEHERAN FOR SALE'
Nel 2010, Amnesty International ha registrato migliaia di esecuzioni in 23 Paesi. Alla fine dello scorso anno i condannati a morte in attesa d'esecuzione erano almeno 17.800. La pena di morte "e' la piu' estrema delle punizioni crudeli, disumane e degradanti", sottolineano dall'associazione per la tutela dei diritti umani, "la disumanita' della sua applicazione emerge da ogni parte del mondo. I prigionieri raccontano delle devastanti condizioni di vita nei bracci della morte, della loro angoscia nell'attesa di un'esecuzione che spesso avverra' solo grazie alla 'confessione', sotto tortura, di un crimine che sostengono di non aver commesso".
Quando Amnesty International venne fondata nel 1961, i Paesi che avevano abolito la pena di morte per tutti i reati erano solo nove e il tema era scarsamente considerato dal punto di vista dei diritti umani. "Cinquant'anni dopo, ha concluso Rife, "la tendenza mondiale verso l'abolizione non puo' essere fermata e l'azione di Amnesty verso questo obiettivo continua".


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