Anziani, in Italia una struttura residenziale su cinque risulta non ancora a norma
Quasi una struttura residenziale per anziani su cinque in Italia risulta non ancora a norma e non in possesso degli standard previsti. È quanto ha rilevato lo studio dello Spi-Cgil realizzato con la Fp-Cgil sulle residenze della terza età e presentato a Roma. La ricerca è stata condotta su 646 strutture sparse su tutto il territorio nazionale, 564 residenziali e 82 semiresidenziali.
Secondo lo studio, infatti, circa l’80% delle strutture residenziali monitorate rispetta gli standard in tema di edilizia, di requisiti igienico sanitari, sicurezza e accessibilità, oltre che sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tuttavia, non tutte sono in regola. Per quanto riguarda quelle semiresidenziali, lo studio ha evidenziato alcune criticità, soprattutto in tema di prevenzione incendi, sicurezza dei luoghi di lavoro e barriere architettoniche. “Alla base di queste carenze – spiega lo studio -, vi è senza dubbio l’assenza di normative precise in rapporto alla quantità di metri quadri e utenza e possesso di requisiti stringenti. I centri semiresidenziali sono nati, in molti casi, come strutture sperimentali e non hanno una diffusione capillare sui territori. Per cui le amministrazioni spesso non hanno provveduto ad emanare una normativa specifica”. L’analisi ha rilevato inoltre anche le tipologie e l’ubicazione delle strutture.
Da tale indagine è emerso che il 46% delle residenze sono in centro città, mentre la restante percentuale è situata in periferia. Diverso il quadro per le semiresidenziali, dove il 60% delle stesse è situato in centro città. La maggior parte delle strutture analizzate ha spazi in comune e di socializzazione, spazi verdi o cortili. Sul tema dell’accessibilità, infine, quasi la totalità delle strutture (il 98%) raggiunge una valutazione da buona a molto buona. Scarsa, invece, per il restante 2% delle realtà monitorate.


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