Non solo ciechi, ora i cani "guidano" i disabili. VIDEO
Apre e chiude i cassetti e le porte e sa anche usare il salvavita. Si chiama Lulù ed è un cane addestrato per assistere le persone con disabilità, come la sua padrona Alessandra. Dalla loro esperienza è nato A Ferrara il progetto “Abili a quattro zampe”.
“Lulù mi porta il telefono, apre e chiude i cassetti e la porta, mi aiuta a fare il bucato e raccoglie tutto quello che mi cade per terra. E in caso di bisogno sa attivare il slavavita”. Non si parla di un maggiordomo, ma di un aiuto “a quattro zampe”, un cane addestrato appositamente per fornire supporto a persone con disabilità, come Alessandra Santandrea, paraplegica e soprattutto padrona di Lulù.
“Inizialmente l’avevo presa per compagnia – racconta – ma un giorno Lulù mi ha dato uno strattone, facendomi cadere dalla sedia a ruote. Così ho capito che era necessario darle un’educazione: ma non avrei mai pensato che il mio cane sarebbe diventato un validissimo aiuto psicologico e pratico”. Su indicazione dell’istruttrice Daniela Scanelli, Alessandra si rivolge all’associazione ferrarese ChiaraMilla, e insieme sviluppano il progetto “Abili a quattro zampe”, con l’obiettivo di “formare” cani da assistenza per i disabili. I risultati dell’addestramento si possono vedere in un filmato che Alessandra.
Alessandra e Lulù
“Il primo giorno che sono uscita con Lulù ho provato un’enorme soddisfazione, mi sono sentita gratificata e autonoma, è grazie a lei che ho ricominciato a uscire di casa. E l’aiuto è naturalmente anche psicologico e affettivo: la sua presenza è motivo di allegria e soprattutto compagnia, visto che il mio ragazzo durante il giorno è fuori per lavoro”. Ora l’esperienza di Alessandra e Lulù è destinata a espandersi. L’associazione ChiaraMilla ha infatti varato il progetto “Abili a quattro zampe” e ha scelto di allevare in forma amatoriale il Golden Retriever per la selezione dei cani da assistenza. Il lavoro sul cucciolo avviene fin dai primi giorni di vita attraverso una tecnica chiamata “senso puppy”.
Il progetto prevede che la persona disabile scelga in maniera cosciente e autonoma il cucciolo che preferisce, che verà consegnato “chippato”, sverminato e vaccinato. In questo modo la persona con disabilità avrà la possibilità di portare a casa un cane ancora cucciolo e di essere lei stessa soggetto attivo nella sua educazione e preparazione. “Lulù è solo l’inizio del progetto – spiega Marina Casciani di ChiaraMilla –. L’unico incoveniente è il prezzo: per il cucciolo più l’addestramento arriviamo a una cifra intorno ai 10 mila euro, anche se la nostra speranza è che il cane per disabili venga considerato un vero e proprio ausilio, e come tale passato dallo Stato”. In attesa di quel giorno si sta studiando, credeteci o no, come insegnare a questi cuccioli a fare un bancomat. (vincenzo bottiglioni)



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