Mafia, l'Agenzia per i beni confiscati si fa in due
La Commissione regionale antimafia, presieduta da Salvatore Magarò, ha approvato all'unanimità la legge che istituisce l'Agenzia regionale per i beni confiscati alle organizzazioni criminali in Calabria. Tra gli obiettivi dell'Agenzia regionale, quello di "promuovere la collaborazione ed il coordinamento tra i soggetti istituzionali e sociali interessati alle fasi di destinazione, gestione ed assegnazione dei beni confiscati in Calabria ed il loro riutilizzo a fini sociali".
Il testo normativo, di iniziativa dello stesso presidente Magarò, consta di sette articoli e richiama, nella sua impostazione, i dettami delle leggi nazionali 575/65 e 50/10, che prevedono, tra l'altro, il trasferimento degli immobili confiscati ai comuni nel cui territorio è situato il bene oggetto di confisca.
La Commissione, inoltre, ha accolto all'unanimità un emendamento sottoscritto dal consigliere Bruno Censore con cui si demanda alla costituenda Agenzia regionale "di redigere un rapporto annuale sull'attività svolta", e di sottoporlo alla Commissione regionale contro il fenomeno mafioso. L'organismo ha votato un ulteriore emendamento del consigliere Mario Maiolo con cui si chiede "di destinare il 5% del Piano regionale delle opere pubbliche" al mantenimento della funzionalità dei beni immobili confiscati.
L'organismo ha anche ascoltato il presidente del Cids (Comitato interprovinciale per il diritto alla sicurezza) Demetrio Costantino ed il rappresentante delle Misericordie d'Italia, sul merito della nuova legge che istituisce l'Agenzia regionale. Una terza audizione ha invece riguardato i rappresentanti dell'Aniass, l'associazione nazionale degli intermediari assicurativi, che hanno evidenziato, presentando una memoria scritta, "l'abbandono progressivo della Calabria da parte dei grandi gruppi assicurativi nazionali ed internazionali per gli alti costi dei premi da sinistrosità", dovuto alle infiltrazioni del crimine organizzato.



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