Borse, scialli, scarpe e bracciali/ Gli acquisti chic si fanno in carcere

Mercoledì, 30 dicembre 2009 - 17:00:00

Di Bianca La Placa



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Ancora voglia di acquisti? Un anticipo sui saldi? Perché non unire la dipendenza da shopping con un gesto di solidarietà? Fino al 10 gennaio, allo Spazio Eventa di Torino in via dei Mille 42, oppure – sempre – nei punti vendita in via San Massimo 53 (da Animaglia) e in via Bogino 9 (al Circolo dei Lettori), è possibile acquistare monili, accessori, borse, elementi di arredo e design realizzati all’interno della sezione femminile del carcere di Torino.

L'OBIETTIVO DELL'INIZIATIVA - Cento detenute, di cui la metà straniere, dodici bambini sotto i tre anni, questa la situazione della Casa Circondariale Lorusso e Cotugno di Torino. Vincere l’inattività e l’ozio, dare un senso alla vita da recluse e, perché no, creare occasioni di occupazione diventano allora obiettivi prioritari a sostegno della riabilitazione. I laboratori attivati da circa dieci anni sono gestiti dalle associazioni Arione e La Casa di Pinocchio e dalla cooperativa Papili. Sono circa trenta le donne che vi partecipano e tre le persone regolarmente assunte dalla cooperativa Papili. I laboratori creativi puntano sul recupero della femminilità, utilizzano oggetti scarto e danno nuova vita a tessuti, metalli, plastica, legno… Ogni materiale è lavorato come se fosse il più raro e prezioso. Viene dimenticato il suo impiego originario e, nel riuso, quel pezzo di stoffa da divano, quel vecchio cuscino ricamato, quella cerniera trovata in un fondo di magazzino, acquistano una dignità che non sapevano di avere. Così nasce una borsa, uno scialle, un bracciale “firmato” C.C.

UN MODO PER MANTENERE LA PROPRIA FEMMINILITA' - La disponibilità del materiale e del lavoro delle detenute determina la produzione limitata di ogni modello, sempre unico per colori, finiture e materiali. Un modo efficiente e concreto per dare alle detenute la possibilità di mantenere e sviluppare la propria femminilità. Infatti l’annullamento della personalità rende il reinserimento assai più problematico, esasperando atteggiamenti comportamentali e a rischio di peggioramento. “Siamo nella direzione giusta – spiegano i responsabili del laboratorio – le donne coinvolte nel laboratorio dimostrano devozione ed entusiasmo, e hanno bisogno del riconoscimento da parte di chi sta fuori, attraverso l’apprezzamento dei manufatti da loro progettati e confezionati”.  La ricompensa deve essere anche economica. Un piccolo guadagno che possa essere la base per un futuro oltre le sbarre. “Ora è fondamentale progettare una rete di vendita per garantire il proseguimento dell’attività. A questo proposito abbiamo già alcuni spazi dove è possibile richiedere i nostri articoli”. Oltre ai già citati Circolo dei Lettori e Animaglia a Torino, ricordiamo Donne Vincenti ad Alba e lo spazio Eventa di via dei Mille 42 a Torino dove è allestita la mostra temporanea natalizia aperta fino al 10 gennaio 2010.

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