No all'acqua privata, 200mila in piazza a Roma

Sabato, 20 marzo 2010 - 16:46:00

"L'acqua è di tutti, non si vende". Con una goccia disegnata sul viso, anche come fosse una lacrima, in migliaia - 200mila secondo gli organizzatori - sono scesi in piazza a Roma per protestare contro la privatizzazione del servizio idrico. Con lo slogan "Ripubblicizzare l'acqua, difendere i beni comuni" è partito il corteo da piazza della Repubblica diretto in piazza Navona. In prima fila i gonfaloni delle città, da Napoli a Bassano a Modica, portati dai vigili urbani degli stessi comuni, mentre i politici, su richiesta degli organizzatori sono rimasti in fondo. Tra loro singoli cittadini, decine di sigle e organizzazioni, sindacati e partiti che hanno aderito alla manifestazione. Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, promotore dell'iniziativa, punta su una partecipazione di centomila persone.

In testa al corteo un furgone sul quale è stata caricata una grossa sfera di cartapesta che rappresenta il globo terrestre, con sopra la scritta "L'acqua è di tutti, non si vende", da cui fuoriesce un rubinetto con una goccia, mentre decine di altri striscioni ribadiscono il motivo della manifestazione: "Giù le mani dalla brocca l'acqua non si tocca" a "Acqua terra beni comuni, ribellarsi è giusto".

Tra le sigle che hanno aderito alla manifestazione ci sono l'Arci, le Acli, rappresentanze sindacali della Cgil, dei Cobas e degli altri sindacati di base, così come le maggiori associazioni ambientaliste dal Wwf alla Lega Ambiente, i Movimenti No Ponte e No Tav, Federconsumatori e Adusbef, ma anche il Popolo viola, Attac Italia che esorta a non lasciarsi "annacquare". A dare la loro adesione anche l'Idv e tutte le sigle politiche della sinistra attualmente extraparlamentare, da Rifondazione comunista, Sinistra ecologia e libertà ai Verdi. Sfilano anche il Jesuit social network, Libera, Pax Christi, fino alla diocesi di Termoli.

Proprio da una delle voci profetiche della chiesa italiana, il missionario comboniano padre Alex Zanotelli è venuto un ulteriore appello contro il rischio di privatizzare un "bene comune" come l'acqua. "Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi, che privatizza i rubinetti d'Italia. E' la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E' la vittoria del mercato, la mercificazione della 'creatura' più sacra che abbiamo: sorella acqua'', sottolinea tra l'altro il sacerdote il quale aggiunge: ''Questo decreto sarà pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese, che, per l'aumento delle tariffe, troveranno sempre più difficile pagare le bollette dell'acqua. Ma soprattutto, la privatizzazione dell'acqua, sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete''.

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