Incontrare i propri cari senza essere controllati a distanza e poter godere di momenti di intimità con il partner. Nelle carceri italiane tutto questo non è possibile, mentre all'estero è già una realtà in molti paesi. Per cambiare le disposizioni sugli incontri dei detenuti con i familiari, norma che prevede la sorveglianza visiva, il presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze, Antonietta Fiorillo, ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale. "E' una novità assoluta - commenta con Affaritaliani.it Alessandro Margara, Garante dei detenuti della Toscana - e si tratta anche di una possibilità di recupero. E' un diritto riconosciuto in un gran numero di paesi; in questo campo la legislazione dell'Albania, per esempio, è più avanzata di quella italiana". L'INTERVISTA