Scontri in Russia, Putin: "Gli Usa fomentano le rivolte"

Sale la tensione tra Russia e Stati Uniti. Il premier Vladimir Putin, eletto con il 48% delle preferenze, punta il dito contro gli Stati Uniti e in particolare contro il segretario di Stato Hilaryy Clinton, per aver fomentato «le contestazioni» che sono seguite ai risultati elettorali. Il premier russo ha poi ribadito che centinaia di milioni di dollari in fondi stranieri sono stati usati per influenzare le elezioni.
Dura reprimenda del premier russo Vladimir Putin contro le forze di opposizione, che continuano a protestare contro i sospetti brogli nelle elezioni legislative di domenica scorsa, in cui il suo partito Russia Unita si e' confermato vincitore malgrado un drastico calo di consensi. Pur premettendo che le autorita' debbono aprire al dialogo con il fronte contrapposto, Putin ha messo in guardia dal violare la legge, sottolineando che "nessuno in Russia vuole assistere allo stesso caos che si e' gia' registrato in Ucraina o in Kirghizistan", tranne "alcuni organizzatori" delle proteste di massa, che a suo dire "perseguono egoisticamente le proprie finalita' politiche" invece di pensare al bene comune. "Se le persone si attengono a cio' che dettano le leggi", ha puntualizzato l'ex presidente, fresco di candidatura a guidare di nuovo il Cremlino, "allora va riconosciuto loro il diritto di esprimere la propria opinione. Altrimenti", ha ammonito, "se le leggi sono violate, la polizia deve chiedere che siano rispettate, e farle osservare servendosi di qualsiasi mezzo legale". Ecco, ha sottolineato, "qual e' il mio atteggiamento nei confronti di fenomeni come la democrazia di piazza".
E' un Vladimir Putin all'attacco contro gli Stati Uniti quello che ha pronunciato il proprio primo commento pubblico sulle manifestazioni in corso in Russia. Il premier russo ha infatti accusato apertamente Washington di aver provocato in maniera deliberata le proteste nel suo Paese contro l'esito della consultazione, che sarebbe stato viziato da pesanti brogli, e che ha visto il partito dell'ex presidente, Russia Unita, confermarsi al primo posto ma con un vistoso calo di consensi. Putin se l'e' presa in particolare con il segretario di Stato Usa, Hillary Rodham Clinton, che a suo dire e' saltata subito alle conclusioni sulla regolarita' o meno delle operazioni di voto, senza nemmeno attendere il rapporto preparato dagli osservatori dell'Odihr, l'Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani dell'Osce, l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. "Ho ben visto qual'e' stata la prima rezione dei nostri partner americani", ha ironizzato.
"La prima cosa che ha fatto il segretario di Stato e' stata affermare che le elezioni non erano state ne' libere ne' corrette, e lo ha detto prima ancora di aver ricevuto i documenti degli osservatori dell'Osce". Non solo: il primo ministro russo ha addirittura imputato a Clinton, 'rea' di aver manifestato "preoccupazione" per l'andamento del voto, di aver "lanciato un segnale" agli oppositori del Cremlino attraverso le sue stesse parole. "E' lei", e' stato l'affondo, "che ha dato il 'la' a certi attivisti dell'opposizione, lei che ha inviato loro un segnale. Quelli il segnale lo hanno sentito, e hanno cominciato il lavoro attivo, hanno cominciato a darsi da fare". Di piu': a detta di Putin fondi esteri per un importo pari a svariate centinaia di milioni di dollari sarebbero stati impiegati per influire sul risultato elettorale: un messaggio, neanche troppo in codice, per giustificare il magro bottino ottenuto da Russia Unhita alle urne. "Siamo tutti adulti", ha quindi argomentato il premier, intervenendo a una riunione del Consiglio Federale di Coordinamento del Fronte Popolare Pan-Russo: il movimento-ombrello da lui fondato lo scorso maggio, che raggruppa tutte le organizzazioni socio-politiche alleate del suo partito. "Capiamo quindi bene", ha incalzato, "come alcuni organizzatori delle manifestazioni agiscono in base a un canovaccio ben noto, e a favore dei loro stessi interessi politici da mercenari".
Ancora nessun accordo tra Nato e Russia sullo scudo antimissile europeo, il progetto di difesa, lanciato a Lisbona lo scorso anno che Mosca considera una minaccia per la sicurezza del Paese. Il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, ha avuto colloqui oggi a Bruxelles con il ministro degli esteri Sergei Lavrov, nel corso della riunione miniteriale dell'organizzazione, sollecitandolo a prendere una rapida decisione. "Abbiamo comunque concordato - ha detto Rasmussen sull'importanza di continuare a cercare un terreno comune. In un conferenza stampa Lavrov ha chiarito ancora una volta che la Russia "vuole avere chiare garanzie" che lo scudo non interferisca con le capacita' belliche del Paese. "Abbiamo bisogno di un accordo vincolante", ha aggiunto. Mosca ha anche minacciato di dispiegare missili lungo tutti i posti di confine con l'Ue e rispolverato l'ipotesi di avere uno scudo comune con la Nato, mentre l'Alleanza ritiene piu' opportuni due sistemi separati.


Strauss-Khan, macché libertino
Nel 700 il sesso sposava le idee
Ma il libertinismo esiste ancora come ha sostenuto nel suo interrogatorio a Lille l'ex direttore del FMI Dominique Strauss-Kahn? Nelle sale di villa Certosa forse? Il filosofo della scienza Giulio Giorello, autore di saggi come Lussuria e Tradimento, commenta con Affari: "Il movimento libertino si basa sul parallelismo tra libertà dei costumi e delle idee. In quei salotti nascevano nuove filosofie. I politici di oggi? Niente di tutto questo"
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