Il thriller sanremese di Pupo (erede di Faletti?). Ecco le prime pagine de "La confessione"...
Arriva Sanremo e per l'occasione sbarca in libreria il romanzo d'esordio di Enzo Ghinazzi, in arte Pupo. Lo pubblica Rizzoli. Ne "La confessione" il cantante e conduttore racconta di un uomo che voleva il successo e lo voleva subito. Che se l’è preso senza scrupoli e senza regole, tradendo donne, amici, avversari. Adesso uno di loro si è vendicato con il sangue... SCOPRI LA TRAMA E LEGGI LE PRIME PAGINE

Suite 606 dell’hotel Royal di Sanremo, la camera più cara e sfarzosa che si possa desiderare. Il sole pallido di febbraio filtra attraverso le tapparelle e illumina il volto di un uomo, reso irriconoscibile dallo squarcio di un proiettile. È il volto di Enrico Bertini, detto Chico, che la sera stessa avrebbe dovuto partecipare al Festival.
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LO SPECIALE
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Chi poteva voler morto un cantante così amato dal pubblico? si chiedono i giornali. Molte persone, a dire il vero. Perché Chico è sempre stato una canaglia e se in trent’anni di carriera ha avuto donne bellissime, soldi, successo, riconoscimenti, è stato anche perché se ne è fregato delle regole, della morale, del buon senso. Eppure, mentre in un lungo flashback ripercorriamo la sua vita eccessiva e spericolata, non possiamo fare a meno di provare per lui un’irresistibile, travolgente simpatia. Come quella che proviamo per il suo autore, che dalla metà degli anni Settanta è un protagonista dello spettacolo.
L'AUTORE - ENZO GHINAZZI, in arte Pupo, negli anni Ottanta è stato uno dei cantanti italiani più famosi al mondo, con oltre 20 milioni di dischi venduti. Negli ultimi anni ha riconquistato il pubblico come conduttore di programmi televisivi di successo. Questo è il suo primo romanzo.

SU AFFARITALIANI.IT LE PRIME PAGINE DEL LIBRO
(per gentile concessione di Rizzoli)
Sanremo, sabato 19 febbraio. Ore 10:30.
Il corpo senza vita di Enrico Bertini in arte Chico era riverso sul parquet della suite 606, quella che l’hotel Royal di Sanremo riserva esclusivamente agli ospiti più importanti. Quella con vista mare a 1.100 euro al giorno, 500 in più delle camere affacciate sul parcheggio e il campo da tennis. Quella con il terrazzo a l: per avere sempre un posto dove sedersi all’ombra. Chico odiava il sole, lo schivava in ogni modo e adesso, per una beffa del destino, i pallidi raggi dell’inverno rivierasco filtravano attraverso le tende e rischiaravano i suoi capelli brizzolati, il suo volto inanimato, trafitto da un proiettile calibro .9. Gli occhi celesti, spenti per sempre, fissavano un angolo imprecisato della stanza. Sorpresi, delusi, estasiati. Il personale dell’albergo non aveva sentito rumori o visto entrare qualcuno di sospetto, e i centottanta centimetri del suo corpo giacevano scomposti a terra, tra vestiti stropicciati e cocci di vetro e ceramica, tra il 7 22/12/11 17.10 letto matrimoniale disfatto e l’appendiabiti di design ricoperto da un completo elegantissimo, ora macchiato di schizzi di sangue e materia grigia. La morte era venuta a fargli visita e non aveva chiesto permesso. Lui forse l’aveva vista entrare e avrebbe voluto dirle “Fermati, no, non sono ancora pronto”. Ma non ci era riuscito, non ne aveva avuto il tempo. Era finito tutto così, in un soffio. Le donne, il gioco, le illusioni. Le sfide, i successi, le paure. Neanche la possibilità di un ultimo, misero bis.
Sabato 19 febbraio. Ore 2:00.
«Da quanto tempo non ti confessi?» «Sono passati più di trent’anni, padre. L’ultima volta è stato una vita fa, tante vite fa. Era il giorno del mio matrimonio.» «E dimmi, cosa ti ha portato qui da me proprio oggi, e a quest’ora della notte?» «Non c’è un motivo preciso, o forse ce ne sono troppi, non so. Sto attraversando un periodo strano e domani sarà una giornata decisiva, la mia vita cambierà drasticamente. Se in bene o in male non ne ho idea, dipende dai punti di vista.» «Capisco. Ma ora devi calmarti, figliolo, sembri scosso.» «Sì, mi sento il vuoto sotto i piedi, è una sensazione insopportabile e ho bisogno di parlare con una persona di cui potermi fidare davvero. Anzi, mi scusi se ho bussato alla sua porta in piena notte, ma ero sicuro che qui avrei trovato qualcuno che mi avrebbe ascoltato. 9 22/12/11 17.10 10 Ho un unico desiderio prima di domani: raccontare la mia storia.» «Ti ascolto, parla pure.»
(continua in libreria)
IL BOOKTRAILER:


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