Viva gli sposi/ Quando il matrimonio è come un film

Sabato, 17 aprile 2010 - 11:12:00

Jean Paul Troili  fu il primo in assoluto ad intraprendere la professione di scenografo per matrimoni. Iniziò la sua carriera 26 anni fa, quando ancora non esistevano agenzie di organizzazione di eventi e benché meno quelle per matrimoni.
Prima di intraprendere questa professione si occupava di trucco e scenografie nel cinema. Un giorno la sua carissima amica Marta Marzotto, era esattamente nel 1984, gli chiese se poteva aiutarla ad organizzare la festa da ballo per il 18° anno di sua figlia Diamante. Fu un evento unico per quegli anni,  c'erano circa 1500 invitati al Castello Odescalchi di Bracciano. Tutti i giornali ne parlarono come un evento straordinario. Erano presenti tutta l'aristocrazia romana e personaggi noti di quel periodo. Jean Paul Troili è un maestro per tutti noi wedding planner  e con grande piacere che l'ospitiamo nella nostra tanto seguita rubrica Viva gli Sposi.

Jean Paul  in cosa consiste nello specifico il suo lavoro?
 "Il matrimonio è come un film, prima si scrive la sceneggiatura per poi passare alla realizzazione del film. E' fiction in diretta. Prima di tutto cerco di capire quello che vuole il cliente. Dopo di che comincio a creare: faccio prima un bozzetto in acquarello di come immagino una determinata scenografia: dalla chiesa, al ricevimento alla torta. La scenografia deve assomigliare alla persona che te lo commissiona e soprattutto dall'ambiente dove si svolge il matrimonio. Approvati i bozzetti faccio realizzare parti della scenografia dal vero: ad esempio preparo la mise en place oppure parte del decoro per la chiesa e così via".

Uno degli eventi più famosi che lei ha organizzato è stato il matrimonio di Tom Cruise e Katie Holmes nel 2006. Cruise come è arrivato a lei?
 "Loro si sono affidati a Giorgio Armani il quale si è rivolto a me. Io ho preparato tutto il progetto di nozze ho inviato i bozzetti via mail alla Holmes la quale poi venne in Italia a visitare il Castello Odescalchi a Bracciano sede per il loro matrimonio. Dopo di che  arrivarono direttamente due giorni prima delle nozze". E' stato un evento molto bello. Tom Cruise mi ringraziò dicendomi è stato il più bel film della sua vita svolto con un solo ciak. L'evento fu paragonato dal "Life of People" ad un set  di un film di Luchino Visconti.
Il taglio della torta fu organizzato nella corte del Castello con fuochi d'artificio barocchi e in chiusura dei quali ci fu il sottofondo della canzone "l'amore è una cosa meravigliosa". Fu un matrimonio molto hollywoodiano un po' spinto dai soliti matrimoni da me organizzati. E' stata una bella esperienza".

Ma anche i protagonisti del jet set si comportano come persone "normali" ovvero danno indicazioni di persona o delegano le scelte ai propri assistenti?
"Generalmente il contatto ce l'ho direttamente con gli interessati. Capita a volte, come nel caso di Emanuele Filiberto che l'interlocutore fu Marina, la madre di Emanuele. Naturalmente gli sposi vennero a Roma per visitare le location". 

Lei paragona il matrimonio come ad un set cinematografico. In cui i protagonisti sono naturalmente gli sposi. Ma ci sono film e film, e non sempre il grande regista porta a casa il successo. Il suo segreto invece qual è? 
"Innanzitutto bisogna crederci nelle cose che si fanno, secondo bisogna sempre essere molto seri nel proprio lavoro. Un film è una storia inventata, il matrimonio è una storia vera, né si può ripetere se una scena è venuta male. Per cui le cose si devono fare bene prima e con criterio. Con questa premessa il successo è assicurato".

Da dove trae ispirazione e le idee per i suoi matrimoni?
"Le miei uniche fonti di ispirazione sono i luoghi. Quando vedo una location o una chiesa ho l'ispirazione,.
Non mi ispiro a nessuna rivista. Anche se mi diverte guardare quello che fanno i miei colleghi. Io sono molto rigoroso nello stile. Rispetto molto il luogo, una chiesa romanica non l'allestirei mai con un decoro stile barocco. Utilizzerei solo il verde o solo frutta mai con fiori colorati. Cerco sempre di esaltare il luogo e non snaturarlo".

Mi può raccontare qual è stato l'imprevisto più imprevisto di tutti. E come ha fatto a risolverlo brillantemente?
"Purtroppo ci sono stati due insuccessi entrambi non dipesi da me. Il  primo è stato un matrimonio con 600 invitati. Gli sposi vollero fare a tutti i costi il placement (l'assegnazione del posto a sedere da non confondere con il tableau che indica solo tavolo ma la seduta è libera ndr). Quel giorno vennero a mancare 30 invitati circa. Cercammo di sistemare i posti a tavola prima che arrivassero gli ospiti, ma non facemmo in tempo a completare l'operazione, (600 posti erano veramente tanti). Alcuni ospiti presero il biglietto con l'assegnazione del posto e altri rimasero senza, quest'ultimi  non sapevano dove sedersi. Insomma ci fu molto caos quel giorno. Io sconsiglio sempre l'assegnazione dei posti a meno che non parliamo di eventi istituizionali.
Un altro imprevisto fu un matrimonio a Napoli nel mese di luglio.  C'erano  400 invitati. Naturalmente tutto si sarebbe svolto all'aperto. Gli sposi per una questione di budget non vollero pianificare il piano B in caso di pioggia. Io mi lasciai convincere. E purtroppo piovve. Portammo tutti gli ospiti all'interno della villa, improvvisammo un cocktail  che invece di farlo durare mezz'ora lo portammo ad un'ora e mezza. In modo da dare più tempo  ai camerieri per sistemare il placée all'interno della villa".

Cosa ne pensa delle trasmissioni televisive che parlano di organizzazione di matrimonio che vediamo sulle reti Sky? Pensa che possano essere di aiuto  a tutti gli sposi che iniziano la faticosa organizzazione del loro matrimonio?
"No. Probabilmente per il fai da te è utile, perché qualche  idee c'è. Solo che non sempre trovo ci sia del buon gusto. Allora, molte volte sarebbe meglio non vederle.
Di conseguenza invece di essere utili ai telespettatori sono dannose. Perché portano  le persone  un po' fuori strada. Insomma queste trasmissioni sono vantaggiose per chi le fa perché è un modo per farsi pubblicità, ma non so quanto poi siano utili per chi le segue"


Potrebbe spiegare ai nostri lettori di Affaritaliani perchè è meglio affidare le nozze ad un wedding planner?
"Quando non si è in grado di organizzare un matrimonio da soli  è meglio affidarsi ad un professionista per evitare degli errori e curare i dettagli. Non basta andare dal catering o dal fioraio. Ad esempio spesso quando gli sposi incontrano da soli il catering scelgono il  menù, il vino la torta e quasi mai chiedono quanti camerieri vengono messi a disposizione. Questo è uno dei tanti dettagli. E' ovvio quando ci  si rivolge ad un wedding planner cambia tutto. Naturalmente con il fai da te ogni fornitore cerca di vendere quello che più gli fa comodo. Così in assenza di un  filo conduttore, esce fuori un pasticcio. Naturalmente con uno di noi questo non succede".


Volete consigli o suggerimenti dalla wedding planner Sandra Balducci?  Allora scrivete a: sandra.balducci@wpeventi.com

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