Viva gli sposi/ Il dilemma della lista degli invitati
“Ero convinto che il matrimonio fosse cosa semplice: due giovani si incontrano, si innamorano, si sposano, hanno dei bambini questi a loro volta crescono ad una certa età poi si innamorano e si sposano ecc. ecc. ecc. Visto così era solo semplice, addirittura monotono, ma avevo torto: non pensavo alla cerimonia!” Vi ricordate questa frase? E’ l’inizio de “Il padre della sposa” un film del 1954 che aveva come protagonista Spencer Tracy. Qualche sera fa mi è capitato di rivederlo; è sempre molto divertente e per certi aspetti è ancora attualissimo. Oggi come allora è l’organizzazione della cerimonia a essere il fulcro (e il problema) di ogni matrimonio. In un aspetto tuttavia il film non è più attuale: quello relativo alla responsabilità dell’organizzazione dell’evento matrimoniale. 
Oggigiorno è sempre più raro trovare casi in cui l’intera gestione delle nozze sia affidata completamente ai genitori. Una volta la mamma della sposa decideva tutto: dalla scelta della location fino all’acquisto delle bomboniere. E spesso si trovava inconsapevolmente (o anche per comodità) a riprodurre lo stesso modello del proprio matrimonio, persino utilizzando gli stessi fornitori. Magari facendo ingelosire la futura consuocera. Oggi la sposa è meno propensa a concedere totalmente questa delega, non solo perché le usanze si sono tramutate nel tempo, ma perché le donne di oggi sono decisamente più autonome e consapevoli. In genere si sposano ad una età più matura e poi con l’ausilio di internet riescono ad essere adeguatamente informate e in grado di scegliere la tipologia di nozze che più le soddisfa.
E se proprio la sposa non riesce da sola nell’organizzazione, allora preferisce affidarsi ad una wedding planner. C’è un ostacolo però a cui ancora oggi, gli sposi trovano difficoltà a superare con i rispettivi genitori: LA LISTA DEGLI INVITATI. Quando si tratta di decidere chi invitare alle nozze sorgono discussioni, diatribe e, nei casi più estremi, si rischia anche la tragedia familiare! Su questo punto c’è ancora molta rigidità da parte dei genitori i quali in genere propendono ad invitare tutti (ma proprio tutti!) anche il più lontano parente che non sentono da anni. In questi casi cosa fare? Come wedding planner mi rimane molto difficile poter dare suggerimenti. Perché invitare o meno la pro zia o la vicina di casa o il collega di lavoro del padre è un fatto che rientra nella sfera strettamente familiare e il mio lavoro consiste principalmente nel dare suggerimenti, non di sostituirmi agli sposi o ancora di più ai loro genitori.
LA SOLUZIONE- Una soluzione possibile è quella che gli anglosassoni chiamano “wedding destination” che consiste sostanzialmente nello sposarsi in un’altra città in modo da avere una “selezione naturale” degli invitati. Però forse non è giusto sacrificarsi così tanto. Generalmente al mio primo incontro con gli sposi cerco, laddove mi è possibile, di indagare se la lista degli invitati è stata condivisa con i rispettivi genitori. Perché accade spesso, che i genitori non vengono coinvolti in prima battuta nella elaborazione della lista. E questo è generalmente un errore in quanto, una volta che la macchina organizzatrice si è messa in moto, diventa difficile modificarla. Se i genitori vengono resi partecipi della lista degli invitati, ad esempio dopo aver individuato location per il ricevimento, potrebbe accadere che si verifichi un notevole incremento degli invitati.
E purtroppo i genitori di entrambi gli sposi non si limitano solo a qualche unità in più, ma interi nuclei familiari.. Per cui, evitate inutili sprechi di tempo o magari di denaro (tipo dare acconto per una location che potrebbe risultare non adatta al numero effettivo degli invitati) e affrontate l’argomento invitati assieme ai propri genitori prima di prendere qualunque decisione. Vi sembrerà un’assurdità quello che vi ho appena detto. E’ vero, che in fondo il matrimonio è il vostro e non dei vostri genitori. Ma le dinamiche dei genitori non sempre si riescono a comprendere. E per un quieto vivere è sempre bene cercare un compromesso.
Alla fine i genitori sono più comprensivi di quanto possiate immaginare. E poi perché non accontentarli? Magari il giorno delle proprie nozze potrebbe essere un’occasione per rivedere ed essere coccolati da un parente che non vi vedeva da anni… Comunque ricordatevi che quando consegnerete le partecipazioni di nozze è fisiologico registrare un 20% circa di defezioni. Con un pizzico di fortuna saranno gli invitati stessi a risolvervi il problema per cui otterrete due vantaggi: il primo avrete evitato così incidenti diplomatici o malcontenti, il secondo ci sarà un taglio al vostro budget di spesa. E se questo non accadrà consolatevi pensando che avrete un sacco di regali in più!



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