Una foto è per sempre! Come si sceglie il servizio fotografico
Confetti, bomboniere, vestito e fiorista. Organizzare un matrimonio perfetto? E' faticoso. La lista delle cose a cui pensare è infinita. Bisogna predisporre tutto nei minimi dettagli, senza lasciare nulla al caso. Il fai da te porta senza dubbio ad un ottimo risultato ma con un enorme accumulo di stress, ansia, discussioni con genitori e fidanzati. A darvi una mano su Affaritaliani.it "Viva gli sposi", la rubrica a cura della wedding planner Sandra Balducci, che aiuta i futuri sposi a costruire un "progetto nozze" tagliato su misura, con la garanzia di una presenza costante in ogni fase dei preparativi. Fai le tue domande a : sandra.balducci@wpeventi.com Per maggiori informazioni: www.wpeventi.com 
A volte il servizio fotografico per il matrimonio viene considerato, da alcuni sposi, una banalità. Mi è capitato di leggere nei forum di ragazze che decidono di far fare il servizio ad loro amico. Ma non crediate che sia sufficiente avere dimestichezza con una digitale per potersi sostituire ad un professionista. La fotografia è importante e negli anni diventa un pezzo tangibile della nostra storia. E' un modo per ripercorrere e rivivere momenti meravigliosi della nostra vita.
Si sa che il matrimonio è uno dei giorni più belli della nostra vita. E proprio per questo deve essere ben rappresentato. Le foto scattate durante il matrimonio possono avere un taglio classico o più spontaneo, ricco di espressioni naturali e particolarmente insolite. Oppure può essere un servizio stile Vogue Sposa o una serie di immagini con un taglio veloce, quasi rubate. Sono tante le possibilità, tutto dipende da cosa si vuole. L'importante che venga deciso fin dall'inizio in modo da individuare il fotografo che meglio si adatta alle vostre esigenze. Un consiglio però vorrei darlo alle mie lettrici: evitate stravaganze! L'originalità di un matrimonio non dipende da un servizio fotografico stile club vacanze.
Circa due mesi fa, mi sono imbattuta casualmente nell'uscita di due sposi da una nota chiesa romana (avevo un appuntamento con il parroco) e ho assistito al loro servizio fotografico. Sul sagrato della chiesa, il fotografo dava indicazioni su come dovevano essere le pose, la posizione degli amici, delle amiche e dei parenti. E fin qui nulla da eccepire. Ma dopo qualche minuto sentii il fotografo che dava indicazioni alla sposa di alzare l'abito per lasciare intravedere la giarrettiera che aveva sotto il vestito, e allo sposo di togliere la giacca per coprire la gamba di lei, nel frattempo gli amici maschi stavano posizionati in ginocchio a semi cerchio attorno alla sposa a mo' di adulazione. In un'altra posa: gli sposi avevano accanto le loro amiche le quali facevano svolazzare i loro vestiti stile Moulin Rouge, sulla seconda fila stavano posizionati gli amici con in mano le rispettive giacche che, al momento dello scatto, dovevano essere lanciate simultaneamente in aria. A quel punto sono dovuta andare via perché il parroco mi stava aspettando; non oso immaginare come saranno state le pose successive! Però una cosa dovevo farla, chiedere il nome dello studio fotografico. Ahimè era anche molto conosciuto sulla piazza di Roma (è superfluo dirvi che l'ho posizionato nella mia lista nera?).
Sulla strada del ritorno in ufficio, non ho fatto altro che pensare a quel che avevo visto. Mi domandavo cosa avesse spinto quegli sposi a prestarsi per quel tipo di servizio. Che ricordo avranno, quando nel tempo rivedranno quelle foto o magari le vedranno i loro figli? Non mi sto scandalizzando e né voglio essere bacchettona, ma un servizio fotografico alla fine della cerimonia, soprattutto se svolta con rito religioso, dovrebbe essere sobrio e contenere immagini ricche di intensità, di emozioni, insomma immagini adatte per quella cornice. Le foto da club vacanze (se proprio non se ne può fare a meno), sarebbero più indicate scattarle durante il ricevimento magari dopo aver bevuto qualche mojito…
E' inutile ribadire che il servizio fotografico è importantissimo per un matrimonio. Ma c'è anche chi si dimentica di contattare in tempo il fotografo. Durante le mie vacanze estive in quella meravigliosa "città bianca" che è Ostuni, ho conosciuto Silvia una signora simpaticissima, la quale mi ha raccontato che nell'organizzazione frenetica del suo matrimonio si dimenticò di contattare il fotografo e solo prima di entrare in chiesa si rese conto di quell'assenza tanto importante. L'unica cosa che Silvia poté fare in quel momento fu quella di chiedere ad un amico invitato, di scattare qualche foto. Certo, ho detto a Silvia, che se avesse avuto una wedding planner a supporto, ciò di certo non sarebbe potuto accadere. Silvia ha annuito e ci siamo fatte una simpatica risata.
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