Al matrimonio...nulla è scontato
Tempo fa, partecipai, in veste di invitata e non come wedding planner, ad un matrimonio di una coppia di ragazzi ebrei (lo specifico perché è collegato a quello che sto per raccontarvi). L’organizzazione di quel matrimonio fu gestita dai rispettivi genitori. Era una giornata splendida, stavamo in un posto incantevole, vicino a Napoli, all’interno di una splendida villa con un enorme giardino molto curato. Per chi non lo sapesse, il matrimonio con il rito ebraico può essere celebrato ovunque: a casa, in un giardino, in sinagoga; nel caso specifico la funzione religiosa veniva svolta all’esterno. La cerimonia con il rito ebraico si svolge sotto la Chuppah, un baldacchino simbolo dell’antica tenda nella quale i patriarchi portavano la promessa sposa e si univano a lei. La chuppah. era splendida, arricchita da una volta di fiori bianchi che emanavano una fragranza inebriante. Il matrimonio ebraico è diviso in due parti: prima di celebrare il rito sotto la chuppah gli sposi firmano un contratto scritto in aramaico (è un contratto vero e proprio!) chiamato Ketubbah. 
Alla presenza del Rabbino, dei genitori e dei testimoni, in un luogo riservato viene letta la Ketubbah, che regola gli obblighi dello sposo nei confronti della sposa. Una volta accettato e firmato il contratto nuziale, il marito lo consegna alla moglie. A termine tutti si dirigono e prendono quindi posto sotto la chuppah. Tutto era perfetto. Peccato però che mancasse il Rabbino. Era già trascorsa una buona mezz’ora dall’orario di svolgimento della cerimonia. La tensione cominciò a salire. Come prima cosa chiamarono il Rabbino sul cellulare, ma dava spento. Panico! In effetti tutto lasciava intendere che la situazione potesse precipitare. Immaginate una cerimonia in chiesa, tutti pronti, sposi posizionati davanti all’altare e il prete non esce? Il Rabbino aveva un attenuante: sarebbe dovuto arrivare da Roma. Ma ciò non giustificava questo enorme ritardo. Che fare? Chiamare un sostituto? Non era così tanto semplice e rapido.
Noi invitati non avevamo avuto tempestivamente informazioni in merito a questa situazione. Ignari del motivo di questa lunga attesa, la fantasia di ognuno di noi aveva preso il sopravvento: la sposa si è sentita male dall’emozione, lo sposo non se la sente più di fare il grande passo, il contratto prematrimoniale non andava a genio alla sposa! Insomma sembrava di stare dentro una scena di un film. Con discrezione mi avvicinai agli sposi. Mi permisi di dare la mia disponibilità ad aiutarli a risolvere questo increscioso imprevisto. Chiamarono i capi di altre comunità ebraiche naturalmente quelle più vicine a noi. Purtroppo le comunità non sono così tanto diffuse in Italia. Suggerii di chiamare il capo dei capi Rabbini, (semmai esistesse pensai tra me e me). In effetti in quel periodo era completamente a digiuno di tutto quello che era la halachà (la “normativa” ebraica). Alla fine tra mille telefonate riuscirono ad avere una dispensa (via fax) da parte del Capo dell’Assemblea Rabbinica italiana. Questa dispensa era a favore di un ebreo invitato al matrimonio il quale stava finendo gli studi di rabbinato. Con questa dispensa avrebbe potuto celebrare il matrimonio. Così dopo due ore iniziò la celebrazione. Perché vi ho raccontato questa storia? Perché innanzitutto c’è sempre rimedio per ogni cosa. Mai scoraggiarsi. E poi non bisogna mai dare nulla di scontato. Bastava fare una telefonata alla vigilia delle nozze al Rabbino e sincerarsi della sua presenza. (Solo dopo qualche giorno venimmo a sapere che il rabbino aveva sbagliato data) e magari se si fosse mandata una macchina con l’autista a prelevarlo sarebbe stato molto più saggio. Ma non lo sto dicendo con il senno del poi.
Quando ci sono figure fondamentali per un matrimonio, quale un Rabbino o anche un Prete, che si sposta da un territorio ad un altro è sempre buona regola fare un servizio di pick-up. Loro lo percepiscono come un gesto di cortesia e voi state tranquilli. Certo questo servizio ha un costo aggiuntivo, se non si trova qualche amico disponibile, ma vi assicuro che ne vale la pena. Un altro suggerimento che posso dare agli sposi del “fai da te” è di richiamare, alla vigilia delle nozze, tutti i fornitori. Il giorno delle nozze incaricate un’amica o una parente dinamica di tenere sotto controllo l’arrivo di tutti i fornitori. Magari predisponete una lista del “numeri utili” in modo che colei incaricata a questo servizio, abbia in caso di necessità, tutti i recapiti cellulari a portata di mano. Certo la cosa migliore, come sempre, è affidarsi ad una wedding planner professionista. Risultato garantito! Volete saperne di più ? Volete consigli? Scrivete a sandra.balducci@wpeventi.com



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