Viva gli sposi/ Il matrimonio...lo celebra il migliore amico
Uno dei miei più cari amici è un Consigliere Comunale di Roma: recentemente, parlando con lui, mi ha detto che l'incarico che terrorizza maggiormente i consiglieri capitolini è quello dello svolgimento dei matrimoni civili. C'è una vera corsa allo "scaricabarile" assolutamente bipartisan su questo compito istituzionale e, normalmente, tocca a coloro che sono di prima nomina l'ingrata corvée della celebrazione dei matrimoni. D'altronde anche per chi si sposa è così: generalmente quando si pensa ad un matrimonio civile in genere l'immagine che gli viene associata è quella di un evento freddo, impersonale, burocratico, officiato il più delle volte da uno sconosciuto, il quale spesso è costretto a velocizzare i tempi a causa di successivi altri matrimoni previsti per quel giorno. Pochi però sanno che questo non è un destino ineluttabile: dal 2000, infatti, è in vigore un decreto del Presidente della Repubblica e precisamente il nr. 396/2000 che all'art. 1 prevede che le funzioni di ufficiale dello stato civile (cioè colui che celebra materialmente il matrimonio) possano essere delegate anche a un qualunque cittadino italiano purché sia maggiorenne e goda dei diritti civili e politici.
In pratica significa che la persona a voi più cara può celebrare le vostre nozze!
Con questa modifica lo scenario cambia radicalmente: il calore e l'affetto che può dare un caro amico in quelle poche ma intense parole pronunciate durante la cerimonia di rito civile non ha eguali. Anche se l'elencazione degli articoli di legge (previsti nel rito civile) non si possono eliminare e devono essere pronunziati integralmente, assumono comunque una valenza completamente diversa se detti dalla persona cara rispetto al funzionario comunale.
Ricordo durante un matrimonio civile in Sicilia celebrato da una carissima amica della sposa (erano amiche dall'infanzia) quanto affetto aveva l'officiante, la quale addirittura lesse (dopo aver elencato tutti gli articoli di rito) un passo tratto dalla bibbia de "Il canto dei cantici" contente poemi d'amore. Vi cito un breve passo perché lo trovo meraviglioso e, perché no, magari per qualcuno di voi potrebbe essere d'ispirazione:
"Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l'amore, né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio…….."
Credetemi è stato molto emozionante, anche perché non siamo abituati a sentire così tanto calore e amore durante un matrimonio in municipio.
Il guaio è che solo in altre poche occasioni ho potuto dirigere questo tipo di cerimonie civili. Ciò consiste nel fatto che, purtroppo, sta diventando sempre più difficile avere il nulla osta da parte dei Comuni. Specialmente a Roma. Al momento il Sindaco non rilascia più le autorizzazioni. Vi domandate perché? Pochi giorni fa ho avuto modo di intervistare un funzionario comunale di Roma al quale ho chiesto il motivo per il quale il Sindaco aveva preso questa posizione: "In passato molte persone delegate non hanno rispettato quelle poche e precise regole imposte dal protocollo. Ci sono state situazioni in cui l'amico officiante nel voler essere troppo spiritoso non si atteneva scrupolosamente alle formalità previste dal rito civile. Situazioni a volte anche imbarazzanti seguite da poca serietà. Il matrimonio è un evento serio. Non è uno sketch televisivo. Non si possono tollerare simili comportamenti" . Non vi riporto i vari aneddoti raccontatemi, ma vi assicuro che alcuni di questi hanno sconcertato anche me. Il risultato è stato che il Sindaco ha revocato tutte le deleghe. Probabilmente altri comuni non hanno adottato queste restrizioni. Almeno lo spero.
Per cui se desiderate farvi sposare dal vostro carissimo amico, sappiate che è in vigore (e non è stato revocato) il Decreto del Presidente della Repubblica del 3 novembre 2000 nr. 396.
Questo decreto vi permette di trasformare il breve e impersonale rito civile in una cerimonia più particolare. Non vi riducete però all'ultimo minuto a farne richiesta al vostro comune. Sappiate che i tempi burocratici sono sempre abbastanza lunghi. E, come sempre, buon matrimonio a tutti!
Volete ricevere consigli? Scrivete a sandra.balducci@wpeventi.com
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