Il ministro Fitto ad Affaritaliani.it: "Pronti 100 miliardi di euro per il Sud"
Di Adelmo Gaetani
![]() Raffaele Fitto |
| SUD: PUGLIESE (UGL), GOVERNO CONVOCHI SUBITO PARTI SOCIALI - 'E' un bene che il Governo abbia intenzione di far partire il Piano Sud in autunno, ma visti i tempi è necessario che convochi subito le parti sociali'. Lo dichiara il responsabile dell'ufficio Ugl Mezzogiorno e Fondi Strutturali, Maria Rosaria Pugliese, commentando l'intervista del ministro Fitto ad Affaritaliani.it e spiegando che 'il Meridione ha estremo bisogno di investimenti immediati. Si apra, dunque, un percorso di confronto per individuare subito progetti validi con cui impiegare le risorse disponibili e rimaste inutilizzate da anni, e arrivare il prima possibile a risultati concreti per il bene di tutti i territori del Mezzogiorno'. |
Secondo calcoli del suo Ministero ammonta a circa 100 miliardi di euro (200mila miliardi di vecchie lire), tra risorse mobilitate e/o velocizzate, la dotazione finanziaria del Piano per il Sud. Un tesoro che dovrebbe costituire il volano per uno sviluppo delle aree più deboli del Paese. Dopo una girandola di numeri, che sembravano uscire da un pallottoliere impazzito, e relative polemiche, è possibile fare chiarezza?
Il ministro per gli Affari regionali e per la Coesione territoriale, il pugliese Raffaele Fitto, sente sul collo il fiato del premier Berlusconi e anche nel giorno del suo 41.mo compleanno è stato al lavoro sul dossier che deve definire risorse, tempi e modi per una nuova politica meridionalistica capace di cancellare i vecchi vizi dell’affarismo e degli sprechi.
Spiega Fitto: "Sì, la cifra sostanzialmente è quella. La nostra intenzione è fare presto e bene. Il presidente Berlusconi ci ha chiesto di dare corpo a un piano per il Mezzogiorno che sarà uno dei cinque punti programmatici contenuti nella mozione sulla quale il Governo chiederà la fiducia al Parlamento. Lavoriamo in stretta collaborazione con i ministri Tremonti e Matteoli. Questa volta non possiamo sbagliare, se vogliamo che la crisi non soffochi ogni prospettiva di crescita".
Come si arriva ai cento miliardi di euro?
"Partiamo dal Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) 2007-2013 che riguarda Puglia, Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise e Sardegna. Qui ci sono 22 miliardi a diretta disposizione delle otto Regioni prima elencate, e altri 18,5 miliardi con la stessa destinazione, ma attraverso i canali ministeriali".
Siamo a 40,5 miliardi. Che c’è ancora?
"Andiamo ai fondi comunitari (Por) 2007-2013 destinati solo a Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, le quattro Regioni dell’Obiettivo 1: ci sono altri 31,5 miliardi".
Siamo arrivati a quota 72 miliardi. Poi?
"Con la delibera Cipe del 31 luglio scorso sono state liberate risorse di vecchi Por e Fas per 5 miliardi e 300 milioni, più un altro miliardo e 300 milioni non ancora impegnato".
E siamo a 78 miliardi e 600 milioni. Ne mancano circa 22 per arrivare a cento. Dove sono le altre risorse?
"Sono nelle disponibilità regionali altri 10,9 miliardi, metà dei quali non ancora utilizzati. L’altra metà, secondo le Regioni, sarebbe impegnata su vecchi progetti che il Governo vuole però verificare nella loro reale efficacia e nello stato di attuazione".
Siamo a 89,5 miliardi. Infine?
"Abbiamo 11,8 miliardi di euro da anni impegnati in progetti a un grado di realizzazione al di sotto del 10 per cento, che vanno anch’essi valutati e verificati perché, nei fatti, siamo in presenza di una situazione di blocco pressoché totale delle opere".
I cento miliardi sono in cassa. Strada in discesa per il Sud?
"No, perché la ricognizione con la quale abbiamo verificato le risorse Fas e Por disponibili ha generato molta preoccupazione".
Come mai?
"Ci sono somme ingenti non utilizzate a distanza di anni. Risorse che risalgono alla programmazione 2000-2006 rendicontate presso l’Ue ai fini della spesa, ma impegnate su cosiddetti progetti-sponda, spesso al di fuori di una reale programmazione di sviluppo. Un modo come l’altro per guadagnare tempo".
E il programma comunitario 2007-2013 a che punto sta?
"Dopo il primo triennio, quasi a metà percorso, abbiamo accertato una situazione di particolare gravità. Le risorse impegnate sinora si aggirano su un misero 6-7%, come ha denunciato nei giorni scorsi la Corte dei Conti. E’ serio andare avanti così?".
A fronte di questa situazione, quali contenuti devono caratterizzare il Piano per il Sud?
"Le risorse ci sono, i numeri parlano chiaro, ma, come si è visto, non sono tutto. Si tratta di definire tempi, modi e obiettivi del loro impiego".
Non è poco?
"No, ma è il minimo indispensabile per assicurare efficacia ad un intervento in linea con le reali esigenze dei territori meridionali".
Su quali obiettivi puntate?
"Bisogna concentrare i fondi disponibili sulla voce delle grandi opere per realizzare infrastrutture, anche interregionali, che possono spingere lo sviluppo del Mezzogiorno. Gli interventi a pioggia hanno fallito ed è necessario voltare pagina".
Ancora?
"Occorre intervenire sul tema degli incentivi per evitare sovrapposizione di bandi e conseguenti sprechi. E’ già in atto un confronto con Confindustria per individuare un sistema di incentivazione alle imprese condiviso ed efficace".
Il metodo del dialogo riguarderà il Piano Sud nel suo complesso?
"Certo. Il Piano è un’iniziativa del Governo che sarà portata avanti, su strategie e obiettivi finali, all’interno di un costante dialogo con le parti sociali, le associazioni di categoria e le Istituzioni territoriali".
Come va il confronto con le Regioni meridionali?
"Quello sulla delibera Cipe dello scorso luglio, che ha messo nero su bianco le risorse disponibili, c’è stato e continua. Ho incontrato tutti i presidenti e c’è una condivisione piena sulle finalità dell’intervento. Il governatore campano Stefano Caldoro si è fatto promotore di un’iniziativa di coordinamento delle diverse realtà regionali che ha trovato ascolto. Solo da una parte si continua a imbastire una polemica strumentale che fa strame della dura verità raccontata dai numeri. Pazienza".
Ce l’ha con il governatore di Puglia, Nichi Vendola?
"Guardi, non ho nessuna intenzione di alimentare uno scontro verbale. Sto lavorando, anche grazie all’impulso del presidente Berlusconi, per il bene di un Mezzogiorno che ha bisogno di una nuova politica di sviluppo per essere pronto ad affrontare la sfida federalista nelle migliori condizioni possibili. Il resto è solo chiacchiera estiva".
Quando sarà pronto il Piano?
"In autunno e sarà immediatamente operativo".



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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