“Perché l’Oscar italiano è così arduo?”

Venerdì, 4 marzo 2011 - 15:28:00

Alberini

Continua su Affaritaliani.it la storica rubrica de Il Giornale “Visto da lei” della giornalista e scrittrice Mariella Alberini. Questa rubrica coprirà, come sempre è stato, moltissimi argomenti leciti. In modo da soddisfare le esigenze dei suoi numerosi, affezionati lettori.

Cara Mariella Alberini,

perché  il cinema italiano da molto tempo non produce film da Oscar? Non solo: ormai sono ben pochi anche i film buoni prodotti anche dal cinema internazionale. Come avrà intuito, sono una cinefila appassionata però vedo solo film degni di essere guardati. Non voglio perdere due ore del mio tempo per spettacoli senza valore. Da molte stagioni, i film decenti sono diventati una rarità. Mi domando perché i produttori internazionali si ostinano a scegliere i soliti copioni di thriller catastrofici, horror oppure spettacoli carichi di violenza ecc. Lei cosa ne pensa?
A.N. - ricevuta via e-mail

Gentile Arianna,

andare al cinema è sempre stato uno dei miei svaghi preferiti. Concordo su quanto scrive: penso che il cinema italiano e il cinema internazionale siano in crisi non solo economica, ma soprattutto di idee. Poiché film deliziosi come “Matrimonio all’inglese”, “Cherie” o ancora il pluripremiato “King’s speech” sono di certo poveri di costi, ma ricchissimi di contenuto artistico. Pare che libri e copioni di valore vengano scartati per dare spazio a sceneggiature fitti di esplosioni dinamitarde, auto che rimbalzano per aria, pestaggi sanguinolenti  perché si ritiene possano dare pingui incassi. Nulla di più errato. Il grande pubblico non è affatto di gusti grossolani e sa invece apprezzare  film di valore. E’ un vero peccato che il cinema italiano sia finito in fondo alle classifiche. A parte l’eccellenza di certi registi e attori, si producono film sovente banali, ripetitivi nei copioni adatti soprattutto a un pubblico di teen ager. Ricordo un’intervista con Ben Gazzarra, il quale molto amareggiato disse che a Hollywood non c’era più lavoro per lui poiché si ostinavano a produrre  solo film per dodicenni. Di certo, se in Italia si continua così, sarà ben difficile ritrovare la strada dell’Oscar. Intendiamoci, non sempre il Premio Oscar è davvero meritato come pare non lo sia il Nobel. Nell’intervista che Francesco Cossiga mi concesse pochi mesi prima della sua scomparsa, sue testuali parole furono “da quando il Nobel è stato sempre meritato?” Nel 2010, non ho assolutamente capito perché  Katherine Bigelow abbia avuto l’Oscar per la regia di The Hurt Locker, un film colmo di deja vu e anche noioso.  Allo stesso modo, il potentissimo ingranaggio degli Accademy Awards può venire manipolato dal potere occulto dei botteghini, degli interessi speculativi, del do ut des. “Mediterraneo” era un film piacevole, ma non certo da Oscar. A differenza di “La vita è bella” che faceva volare lo spettatore  nelle alte sfere dello spirito. Insomma, amica mia, continuiamo a rifugiarci con delizia nella sala buia sperando di trovare svago e cultura. In questa nostra vita complicata, abbiamo diritto di uscire da un cinema con animo leggero. O almeno alleggerito.

m.alberini@iol.it                                         www.mariellaalberini.it


 

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