Trasparenze/ Lasciare o conquistare in chat...
Ormai è tutto risolto. Il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, non ha lasciato la sua bellissima ex fidanzata Chantal Sciuto, direttrice del Villa Borghese Institute di Roma e dermatologa con un sms. Ma come predicava qualcuno che di comunicazione ci capisce il problema non è stato il mezzo ma il messaggio, nel senso che il capo della Farnesina l'ha “lasciata senza un perchè”. E lei che aveva annunciato il fidanzamento con un comunicato stampa ha spiegato la circostanza in un'intervista a Vanity Fair. Lei Chantal, catanese, di origine ma ormai romana d'adozione, è una donna che sa comunicare ed a proposito del comunicato stampa che rendeva noto che la dermatologa e Frattini stavano insieme dice: “Non mi sono mai pentita di aver scelto fin dall'inizio la strada della chiarezza, con quel comunicato che neutralizzava i pettegolezzi”. Oggi l'amore si comunica con tutti i mezzi ma c'è il rischio poi, come ammette la stessa dottoressa di essere abbandonata senza dir nulla. “In questo Franco mi ha molto delusa- dice Chantal – Se un uomo ti espone al giudizio pubblico credo che almeno ti debba una spiegazione. Io non l'ho ricevuta”. 
E ci risiamo perchè lei la richiesta di una spiegazione la fa tramite un giornale. E' un vero rompicapo oggi parlare di uomini e donne e di come nascono, crescono, si consumano i rapporti e finiscono. E se i quesiti vengono posti da una catanese, Chantal Sciuto, un'altra catanese prova a dare delle risposte. Si chiama Donatella Polizzi ed ha scritto il libro “Arianna ed il Minotauro” (Bonnano Editore euro 16,00) in cui racconta la storia di un percorso, di una crescita personale e del raggiungimento della consapevolezza di sé. “Una storia in cui vi è anche spazio per sesso, erotismo e argomenti attuali come i rapporti in chat”. Tutto espresso con uno stile che crea un rapporto immediato e intimo, non intimistico tra autore e lettore. Non sono obiettivo nello scrivere di questo libro perchè conosco l'autrice che mi ha chiesto, conoscendo le mie ricerche sulle nuove tecnologie, di scrivere la prefazione. Ed in questo esercizio per me difficile ho cercato di ragionare sul perchè e sul come accadono certi incontri in chat, virtuali che poi si trasformano in reali. Come si può oggi capire la realtà entrando in questa storia, anzi facendo viaggio tra amore e follia?
Ammetto con molta onesta' che le risposte forse non le troverete nemmeno alla fine della lettura di questo lavoro della Polizzi. Nel senso che ognuno vive come Arianna in una dimensione particolare la sua ricerca del filo... Arianna che si perde e poi si trova. Nell'amore? Certo, ma anche nella passione, in uno scambio che non avviene in maniera diretta ma attraverso un computer, una macchina che ci unisce quando fisicamente siamo lontani. Ognuno di noi può costruirsi una realtà in cui vivere e credere, sognare e capire, odiare ed amare. Insomma trovare il punto di equilibrio tra il desiderabile ed il possibile. Ma non è detto che lo troviamo. E mi piace richiamare Walter Lippmann, giornalista di professione ma grande intellettuale, attento alla sociologia ed alla psicologia, ma anche alla filosofia.
Lippmann da questa definizione: “può essere definito un essere ragionevole, che agisce nella realtà, colui che sa decidere quale sia il punto di equilibrio tra il desiderabile ed il possibile. Solo in un mondo immaginario si può fare tutto ciò che si desidera; nel mondo reale ci sono sempre equazioni da risolvere tra le nostre aspirazioni e i dati della realtà; entro questo limite, si può poi liberamente scegliere il livello entro il quale realizzare l'equilibrio”. C'è la morte, nel romanzo di Donatella Polizzi, tra la vecchia Arianna alle prese con il vuoto della sua anima e c'è l'Arianna rinata, che sa trovare il punto di equilibrio tra il desiderabile ed il possibile. E' questa nuova Arianna che ci piace. Ha fatto una traversata difficile nelle pieghe della sofferenza ma poi ha trovato spicchi di felicità. Arianna che si nasconde dietro certi schemi è forse figlia di quel provincialismo italiano che tutti noi ben conosciamo. La capacità di disintegrare la vecchia Arianna e di risorgere però la rende mediterranea, nordeuropea, americana, africana, araba. La rende libera e vera.Quanto contano in questa storie le nuove tecnologie, la chat, gli sms? Tanto. Ma l'autrice ha saputo dosare il senso: sono strumenti in cui può entrare il peggio o il meglio di noi. La nuova Arianna è una donna del domani o dell'oggi? E' una donna. Ed io tifo per le donne...per le Arianne...E forse ora anche per Chantal Sciuto che dall'uomo che dice di aver amato aspettava una risposta che non è mai arrivata ad un suo perchè sulla fine di un amore. E forse mai arriverà...Perchè noi uomini siamo fatti così? Può darsi.



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